LA STRATEGIA

Space economy, ecco le cinque priorità Ue. Breton: “Saremo leader”

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Il Commissario delinea il piano d’azione per il 2024 e oltre: “Pronti a mobilitare 10 miliardi di finanziamenti privati”. Ma serve un diritto unico dello Spazio per sostenere le imprese e i progetti chiave

Pubblicato il 23 Gen 2024

Federica Meta

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“C’è bisogno di ambizione, velocità e leadership più che mai: il recupero della nostra sovranità è indispensabile se l’Unione europea vuole rimanere un attore spaziale credibile “. Con queste parole il commissario Ue, Thierry Breton, ha aperto il suo speech in occasione della prima giornata della Conferenza Spaziale Europea a Bruxelles.

“Siamo pronti a sbloccare 10 miliardi di euro di investimenti privati nei prossimi 5 anni – ha annunciato – Abbiamo davanti a noi un nuovo programma e un nuovo bilancio per lo spazio”. Un programma all’insegna dell’innovazione e basato su 5 priorità.

1- Accelerare sul mercato unico dello Spazio

Prima priorità è dare sprint alla realizzazione del mercato unico e per questo serve un diritto dello Spazio al livello conunitario. “Attualmente, abbiamo regimi spaziali molto diversi in tutta Europa e 11 leggi spaziali nazionali – ha spiegato – Questo approccio frammentato impedisce di agire con la dimensione necessaria per essere rilevanti. Il Diritto Spaziale dell’Ue stabilirà regole comuni relative alle attività spaziali, concentrandosi su tre aspetti: sicurezza, resilienza e sostenibilità, offrendo certezza giuridica e stimolando l’innovazione”.

Si tratta anche di una questione di sicurezza. Nel contesto geopolitico attuale, la protezione dei sistemi spaziali dai rischi di sicurezza sistemici è fondamentale, e dunque “servono requisiti minimi per tutti i sistemi spaziali operanti nell’Ue”, ha detto Breton citando gli standard anti-collisione, il deorbiting, la gestione dei rischi di sicurezza informatica, in linea con il quadro della Nis.

“Questo Diritto rafforzerà la posizione dell’Europa come potenza spaziale, l’attrattività del nostro mercato unico e la nostra capacità di plasmare norme e standard a livello globale – ha puntualizzato – Ma voglio essere chiaro: sarà progettato in modo da non limitare l’innovazione dell’Ue e il potenziale delle start-up europee”. La Commissione Ue presenterà il nuovo pacchetto di norme già nei prossimi mesi.

2- L’accesso allo Spazio

“Affrontiamo una crisi acuta senza precedenti – ha ricordato il Commisario – L’Europa ha perso il suo accesso indipendente allo Spazio, mettendo a rischio la messa in opera sovrana delle iniziative principali dell’Unione, Galileo, Copernicus e presto Iris2″

“Riconquistare la nostra sovranità in termini di accesso allo spazio è imperativo se l’Unione vuole rimanere un attore spaziale credibile”, ha avvertito.

E per fare questo la Commissione è pronta a muoversi su tre direttrici: aggregare la domanda istituzionale Ue, Esa, Stati membri; promuovere innovazioni rivoluzionarie nei servizi di lancio; investire in infrastrutture critiche a terra, comprese le strutture di collaudo.

“Per mettere in pratica queste azioni – ha puntualizzato – il modello di governance attuale deve essere trasformato e reso adeguato alla luce del contesto geopolitico e competitivo attuale”.

3- La protezione dei sistemi spaziali

La terza priorità è la protezione dei sistemi spaziali attraverso nuove capacità. “Le operazioni e i servizi nello spazio sono fondamentali per la resilienza e la sicurezza delle nostre infrastrutture spaziali. Il servizio pubblico regolamentato di Galileo è già in fase di sperimentazione con gli utenti della Difesa. Dobbiamo aumentare le sinergie con i progetti del Fondo europeo di difesa”, ha spiegato.

In che modo? Sviluppando gradualmente, nell’ambito del prossimo Programma Spaziale, uno European “Space Domain Awareness” per proteggere le infrastrutture e monitorare le minacce come una quarta infrastruttura basata sullo spazio. “ Dobbiamo sviluppare una rete autonoma comune, collegando tra loro risorse nazionali ed europee pertinenti per garantire la sicurezza”, ha puntualizzato.

Allo stesso tempo, la Ue deve sviluppare la capacità di “agire nello spazio”. “Le operazioni e i servizi spaziali, come il service, l’assemblaggio, la produzione e il trasporto di oggetti sono fondamentali per la resilienza e la sicurezza delle nostre infrastrutture spaziali. I grandi attori globali sono già molto attivi in questo settore. Dovremmo accelerare lo sviluppo di soluzioni sovrane europee”.

4 – La dimensione “difensiva” dello Spazio

“Lo spazio è un fattore chiave per la sicurezza e la difesa. Dovremmo sfruttare appieno il potenziale dei programmi spaziali dell’Ue per la difesa e potenziare la fornitura di nuovi servizi a supporto della sicurezza e della difesa”, ha spiegato.

Il Servizio Pubblico Regolamentato (PRS) di Galileo è già in fase di test con gli utenti della difesa. Un punto di riferimento – secondo Breton – che ha dimostrato la capacità di un’infrastruttura civile di proporre applicazioni militari.

“Per Iris², abbiamo adottato un approccio ‘dual use by design’, considerando fin dall’inizio il suo potenziale per la difesa  ha ricordato – Garantirà comunicazioni sicure per le nostre forze armate, supporterà la sorveglianza dello spazio dallo spazio e sarà in grado di ospitare carichi militari beneficiando dei satelliti in orbita terrestre bassa. Si tratta di una costellazione cruciale in caso di conflitto, come dimostrato in Ucraina. L’ultimo passo della procedura è in corso. Saremo in grado di firmare il più grande contratto spaziale della storia dell’Ue entro Pasqua di quest’anno”.

“Stiamo inoltre sviluppando un servizio governativo dell’UE per l’osservazione della Terra – Abbiamo lanciato   due studi di fattibilità per valutare possibili opzioni per tale servizio nel prossimo quadro finanziario pluriennale”.

5- La commercializzazione

“Un anno fa, abbiamo lanciato il Sistema di Acquisto Dinamico di Copernicus con 9 start-up, utilizzando contratti con clienti di riferimento per far diventare queste aziende fornitori commerciali di dati di osservazione della Terra –  Il suo successo potrebbe portare a una grande evoluzione di Copernicus come costellazione ibrida, combinando i Sentinel di proprietà dell’Ue e costellazioni satellitari private per fornire immagini e dati all’avanguardia come parte dell’infrastruttura di Copernicus”.

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