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La Russia brevetta una stazione spaziale con gravità artificiale



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Mosca ha depositato il brevetto per una stazione spaziale rotante capace di generare gravità artificiale. Il progetto, ancora teorico, punta a ridurre gli effetti della microgravità e segnala la volontà russa di mantenere un ruolo strategico nello Spazio dopo la possibile fine della Iss

Pubblicato il 30 dic 2025



space economy – Spazio – terra – pianeta

Mosca guarda oltre la Stazione spaziale internazionale e deposita un brevetto che riporta in auge uno dei grandi sogni dell’ingegneria orbitale: una stazione spaziale rotante capace di generare gravità artificiale. Il progetto, messo a punto dalla società aerospaziale statale Rsc Energia, è stato registrato in Russia e reso noto nei giorni scorsi, segnando un nuovo capitolo nelle ambizioni spaziali del Cremlino.

Condizioni favorevoli

Il brevetto descrive una struttura composta da un asse centrale non rotante e da moduli abitativi periferici collegati tramite giunti ermetici. La rotazione di questi moduli produrrebbe una forza centrifuga in grado di simulare una gravità pari a circa la metà di quella terrestre, creando condizioni più favorevoli per la permanenza umana nello Spazio. Un ambiente pensato per contrastare gli effetti più noti della microgravità: perdita di massa ossea, indebolimento muscolare e alterazioni cardiovascolari.

Progetto sulla carta

Si tratta, al momento, di un progetto teorico. Non sono indicati né un calendario di realizzazione né un piano di finanziamento. La documentazione evidenzia anche alcune criticità operative, a partire dalla complessità delle manovre di attracco delle navette a una struttura in rotazione, uno degli ostacoli tecnici più delicati da superare.

L’idea della gravità artificiale non è nuova e accompagna da decenni la riflessione sulle missioni spaziali di lunga durata, comprese quelle verso la Luna e Marte. Negli anni, anche la Nasa e diversi gruppi industriali occidentali hanno studiato soluzioni simili, senza però arrivare a una realizzazione concreta.

Autonomia strategica

Il brevetto russo va letto anche in una chiave geopolitica. Con l’orizzonte della possibile dismissione della Iss entro la fine del decennio e con rapporti sempre più tesi con Stati Uniti ed Europa, Mosca è alla ricerca di una autonomia strategica nello Spazio. L’industria aerospaziale resta uno dei settori in cui la Russia rivendica un ruolo da protagonista, nonostante le difficoltà economiche e tecnologiche accentuate dalle sanzioni internazionali.

Per ora, la stazione a gravità artificiale resta sulla carta. Ma il messaggio politico è chiaro: anche nello Spazio, il Cremlino non intende limitarsi a un ruolo secondario e continua a investire, almeno sul piano delle idee, in progetti capaci di rilanciare prestigio e influenza globale.

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