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Cmd torna italiana: i fondatori ricomprano l’azienda dal gruppo cinese Loncin



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L’azienda rientra al 100% in mani italiane: i fondatori Giorgio e Mariano Negri rilevano le quote detenute dal gruppo cinese Loncin, entrato nel 2017. Il Distretto Aerospaziale della Campania: “Segnale controcorrente per industria e filiere”

Pubblicato il 15 gen 2026



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Cmd torna italiana al 100%. La società campana specializzata in progettazione e prototipazione di tecnologie avanzate per la propulsione è stata riacquistata dai fondatori, Giorgio e Mariano Negri, che hanno rilevato le quote detenute da Loncin Motor Co, multinazionale cinese entrata nel capitale nel 2017 per sostenere l’espansione internazionale dell’impresa.

L’operazione è letta dal Distretto Aerospaziale della Campania (Dac) come un segnale “forte e controcorrente” nel panorama industriale attuale: non solo un passaggio proprietario, ma una scelta che punta a rafforzare competitività, identità e credibilità sui mercati globali.

Italia protagonista

“Il ritorno di Cmd sotto il controllo dei fondatori è una scelta di grande responsabilità industriale e rappresenta un messaggio chiaro: l’impresa italiana può e deve essere protagonista del proprio futuro”, sottolinea Luigi Carrino, presidente del Dac.

“Il Distretto – aggiunge – lavora per accompagnare le aziende nei processi di innovazione, crescita e posizionamento internazionale, valorizzando il legame tra industria, ricerca e territorio, in una fase in cui le catene del valore e la sicurezza delle forniture stanno ridisegnando priorità e alleanze”.

Segnale forte

Dalla sede aziendale la lettura è più diretta e insieme più politica. “Abbiamo voluto dare un segnale forte contro la desertificazione industriale”, afferma Mariano Negri, amministratore delegato di Cmd. E spiega una delle ragioni operative che hanno spinto al riassetto: “Per sette anni abbiamo avuto difficoltà a relazionarci con alcuni stakeholder strategici: grandi player che non potevano collaborare con noi perché eravamo percepiti come ‘cinesi’”.

Un freno reputazionale e commerciale che, secondo l’azienda, ha limitato opportunità e partnership in segmenti dove la nazionalità del controllo e la fiducia di filiera contano quanto la qualità tecnologica. “Oggi sentiamo il dovere morale di essere a pieno titolo protagonisti dell’industria italiana”, rimarca Negri.

Rafforzata l’identità dell’azienda

Il ritorno alla piena proprietà italiana è stato accolto con entusiasmo anche all’interno di Cmd, perché – si sottolinea – consente di esprimere compiutamente il patrimonio di competenze e cultura industriale costruito negli anni, rafforzando l’identità dell’azienda e aprendo nuove prospettive di crescita. In questo quadro, l’appartenenza al Dac viene indicata come un moltiplicatore: “Essere soci del Distretto significa poter contare su un ecosistema coeso e competitivo, capace di favorire sinergie, trasferimento tecnologico e sviluppo di competenze avanzate”, conclude Carrino.

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