Il razzo gigante Space Launch System, alto 98 metri, ha lasciato il Vehicle Assembly Building e ha raggiunto la rampa del Kennedy Space Center avanzando a passo d’uomo sulla piattaforma mobile. Un trasferimento lento, quasi rituale, che segna però un passaggio concreto: la missione Artemis II entra nella fase in cui i test diventano cruciali.
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Seconda missione
È la seconda missione del programma lunare Artemis, dopo il volo senza equipaggio del 2022, e la prima a riportare astronauti verso la Luna. L’equipaggio – tre statunitensi e un canadese – volerà attorno al satellite naturale della Terra e rientrerà dopo circa dieci giorni, spingendosi più lontano di qualsiasi missione umana dai tempi dell’Apollo. Per la Nasa è un esame di maturità: veicolo, procedure e catena decisionale devono dimostrare di reggere insieme.
La prova generale
Il calendario resta condizionato dalla “wet dress rehearsal”, la prova generale con rifornimento che simula l’intero conto alla rovescia. La direzione di lancio dovrà passare al setaccio i dati e da quella simulazione dipenderà la possibilità di confermare o meno la prima data utile. A complicare il quadro c’è la gestione delle risorse a terra.
Nelle stesse settimane la Nasa deve supportare anche la missione Crew-12 verso la Stazione spaziale internazionale, anticipata dopo il rientro di Crew-11 per un problema medico. Personale, infrastrutture e priorità operative non sono infinite, e questo pesa sulle scelte finali.
Tre finestre di lancio
Artemis II dispone di tre finestre di lancio tra febbraio e aprile, fissate dalla meccanica orbitale che governa la traiettoria attorno alla Luna e il rientro in sicurezza. Fuori da quei margini, si rinvia. Il comandante Reid Wiseman parla di lavoro di squadra e cooperazione internazionale; l’astronauta canadese Jeremy Hansen rivendica il contributo di una filiera industriale condivisa.
Il roll-out alla rampa non è un traguardo simbolico. È il momento in cui il programma deve dimostrare di saper tenere insieme ambizione, disciplina tecnica e gestione del rischio. Solo allora la strada verso la Luna potrà dirsi davvero riaperta.






