LE STIME

Logistica spaziale, mercato potenziale da 4,4 miliardi di dollari

Nel documento “Space Logistics Market”, Euroconsult analizza le dinamiche delle sei attività che potranno beneficiare della crescita da qui al 2031. Ma bisognerà strutturarsi e riorganizzarsi per sfruttare appieno le opportunità

08 Giu 2022

Nicola Desiderio

Euroconsult

All’interno della space economy il settore nascente della logistica spaziale genererà un volume d’affari pari a 4,4 miliardi di dollari nel 2031 grazie a circa 50 aziende che offrono e stanno sviluppando servizi che mirano a creare ecosistemi completi di mobilità capaci di gestire i satelliti dal lancio fino alla fine della loro vita.

Un settore diviso in sei

Lo afferma il primo rapporto sulla Space Logistics Market (qui si può scaricarne un estratto) realizzato da Euroconsult e che analizza sei mercati distinti: accesso allo spazio, logistica dell’ultimo miglio (Last Mile Logistics, Lml), estensione di vita, rimozione attiva dei detriti (Active Debris Removal, Adr), assemblaggio e fabbricazione in orbita (On-orbit Assembly and Manufacturing, Ooam) e consapevolezza situazionale spaziale (Space Situational Awareness, Ssa). Questi mercati hanno livelli di maturità diverse e offrono tutti opportunità, anche se di diversa entità.

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Più affollamento, più bisogno di sicurezza

La fetta più grossa della logistica spaziale (1,4 miliardi nel 2031) sarà rappresentata dalla Ssa, spinta dalla crescente domanda di satelliti e dal conseguente aumento della congestione che spingerà la necessità di proteggere le proprie risorse, siano esse in orbita, in transito verso lo spazio più lontano o a Terra. Il mercato dell’ultimo miglio, secondo il rapporto di Euroconsult, rappresenterà una fetta dieci volte più piccola. Gli enti governativi cercheranno di fornire un impulso allo sviluppo di questo business attraverso sovvenzioni e diventandone il primo cliente, ma anche fornendo un quadro normativo e operativo in grado di assicurare competizione e sviluppo.

Costo dei lanci ridotto ad un terzo

Lo scenario più ottimistico per i mercati della logistica spaziale prevede una media di 220 lanci nei prossimi 10 anni con una crescita del valore che sarà del 52% tra il 2022 e il 2031, pari a quella verificata nel decennio 2012-2021. Il costo dei lanci si ridurrà ad un terzo grazie essenzialmente allo sviluppo di nuovi lanciatori riutilizzabili, dotati di capacità e flessibilità ancora maggiori di quelle attuali. Questo permetterà nuove politiche di marketing legate ai servizi di lancio, in particolare per i satelliti di piccole dimensioni, non solo per quelli a bassa orbita, ma anche geostazionari.

L’integrazione nella catena del valore

Secondo il rapporto, gli operatori di logistica spaziale stanno già integrando le loro tecnologie e servizi nella catena del valore legata ai satelliti riuscendo a creare efficienza, flessibilità e sostenibilità nei costi. I satelliti pronti ad essere riforniti, i veicoli di trasferimento orbitale riutilizzabili e la stampa 3D in orbita permetterà di offrire cataloghi di oggetti disponibili in orbita sempre più ampi e dunque servizi sempre più differenziati e applicabili su scala sempre più ampia. Ma non sarà un processo veloce né facile.

Logistica, siamo solo agli inizi

Lo conferma Maxime Puteaux, responsabile del rapporto. “C’è tanta strada da fare prima di vedere nodi e reti in orbita e una vera catena di fornitori, ma stiamo iniziando a vedere servizi di volo affidabili e la conquista dei primi clienti. La nostra analisi – conclude Puteaux – mostra che questi mercati trainati dalle forniture devono ancora trasformarsi in mercati che si rivolgono agli acquirenti”.

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