DIFESA E CYBERSECURITY

Aerospazio, Leonardo in pole per il Gcap: “Volàno per l’industria italiana”

In campo Italia, Regno Unito e Giappone. Nel nostro Paese coinvolta tutta la filiera: dalle università ai centri di ricerca, dalle aziende di grandi dimensioni alle pmi

09 Dic 2022

Paolo Marelli

Infografica GCAP Senza testi

Leonardo sarà partner strategico del nuovo progetto Gcap (Global Combat Air Programme), dopo che Italia, Regno Unito e Giappone hanno raggiunto un accordo per sviluppo e costruzione di un caccia militare invisibile di nuova generazione che si chiamerà Tempest. Questo jet supersonico sostituirà l’Eurofighter Typhoon e sarà operativo nel 2035.

Un progetto di Difesa internazionale

Oltre all’italiana Leonardo, a guidare il progetto internazionale dovrebbero esserci la giapponese Mitsubishi Heavy Industries e la britannica Bae Systems. In una nota Leonardo spiega che il programma è “volto alla realizzazione di un sistema di sistemi di nuova generazione per operazioni multi-dominio”. Con il coinvolgimento di Italia, Regno Unito e Giappone, questa iniziativa “rappresenta una sfida finalizzata a tutelare e rafforzare la sovranità tecnologica e industriale nazionale assicurando prosperità, salvaguardia delle competenze distintive, ritorno occupazionale e competitività del comparto aerospazio, difesa e sicurezza sui mercati internazionali”. 

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Coinvolte università e Pmi

Il Gcap – prosegue il comunicato di Leonardo – coinvolgerà tutta la filiera italiana a partire dalle università e dai centri di ricerca fino alle Pmi e le industrie leader nazionali coinvolte. In particolare, Italia, Regno Unito e Giappone – attraverso le rispettive industrie nazionali, Leonardo, Bae Systems e Mitsubishi Heavy Industries -, collaboreranno allo sviluppo delle tecnologie per la piattaforma aerea di sesta generazione, in ottica sistema di sistemi. La compagine italiana oltre a Leonardo – presente nel programma già dal 2018 con Leonardo Uk – vedrà coinvolti Avio Aero, Elettronica e Mbda Italia insieme all’intero ecosistema innovativo e produttivo del Paese”.

Un modello di cooperazione

“La decisione dei governi di rafforzare la collaborazione con un programma così strategico come il Global Combat Air Programme – sottolinea Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo – è la testimonianza di un modello di cooperazione tra i tre Paesi efficace e promettente. Siamo di fronte a uno dei programmi più sfidanti e avveniristici per l’industria dell’aerospazio e difesa che garantirà l’autonomia tecnologica dei Paesi coinvolti e fornirà alle Forze Armate prestazioni e capacità operative senza precedenti. Il Global Combat Air Programme agirà anche da volano di sviluppo per l’industria nazionale nei decenni a venire, a beneficio delle future generazioni. Grazie alla nostra forte presenza nel Regno Unito, Leonardo rappresenta nel programma due delle nazioni partner, ovvero l’Italia e il Regno Unito”.

Un’occasione per l’industria italiana

Grazie alle esperienze che matureranno nel programma, “le nostre industrie – osserva Lucio Valerio Cioffi, direttore generale di Leonardo – potranno consolidare la propria leadership in ottica di collaborazione nel contesto europeo e in quello internazionale. Il programma genererà benefici tecnologici, economici e sociali a lungo termine per i tre Paesi e, allo stesso tempo, crescita sostenibile e competitività per le industrie, non solo del comparto ma di tutto l’ecosistema dell’innovazione”. 

Dallo Spazio all’intelligenza artificiale

Il gruppo della difesa rivendica che “le grandi collaborazioni europee ed internazionali sono parte del Dna di Leonardo che è presente nei principali programmi del settore, tra cui l’Eurofighter Typhoon, l’F-35 o l’Eurodrone solo per citare i più recenti”. Continua Cioffi: “L’ambizione nazionale è quella di sviluppare un vero e proprio modello innovativo di collaborazione tra Difesa e industria che possa rappresentare un punto di riferimento per i programmi futuri. In una visione sistemica, le aree tecnologiche spaziano dall’aeronautica all’elettronica, dal cyber spazio alla gestione di potenza, facendo leva sull’intelligenza artificiale, sul big data analytics, sull’informatica quantistica, sul digital twin, sulla cyber sicurezza e sull’integrazione tra piattaforme, con o senza pilota”.

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