ESPLORAZIONE SPAZIALE

La Nasa ferma la missione per riportare a Terra i campioni di Marte



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Il Congresso Usa ha escluso dal bilancio i fondi per la missione Mars Sample Return, il progetto destinato a riportare sulla Terra i campioni raccolti dal rover Perseverance. Si interrompe così uno dei programmi scientifici più ambiziosi mai concepiti per l’esplorazione del Pianeta rosso

Pubblicato il 12 gen 2026



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This illustration shows a concept for multiple robots that would team up to ferry to Earth samples of rocks and soil being collected from the Martian surface by NASA's Mars Perseverance rover.

La missione che avrebbe dovuto riportare sulla Terra frammenti di rocce di Marte si ferma qui. Il Congresso degli Stati Uniti ha deciso di non finanziare ulteriormente “Mars Sample Return”, il programma della Nasa, in collaborazione con l’Esa (Agenzia spaziale europea), pensato per recuperare i campioni di roccia e suolo raccolti dal rover Perseverance sulla superficie marziana. Una scelta che, nei fatti, archivia uno dei progetti scientifici più complessi e costosi mai concepiti per l’esplorazione spaziale.

Crescita dei costi

Il piano prevedeva una sequenza senza precedenti: un nuovo veicolo sarebbe atterrato su Marte per raccogliere i campioni sigillati dal rover, trasferirli a un piccolo razzo destinato a decollare dalla superficie del pianeta, agganciarli in orbita a un modulo di rientro e infine riportarli sulla Terra. Un’operazione che avrebbe richiesto tecnologie mai sperimentate prima, dal primo decollo controllato da un altro pianeta all’incontro orbitale automatico attorno a Marte.

Negli ultimi anni, tuttavia, il progetto è diventato sempre più difficile da sostenere. I costi sono cresciuti, le scadenze si sono allungate e il programma è finito nel mirino dei legislatori americani impegnati a ridurre la spesa federale. L’assenza di fondi nel nuovo bilancio equivale ora a una cancellazione di fatto.

Contraccolpo scientifico

La decisione pesa soprattutto sul fronte scientifico. I campioni raccolti da Perseverance nel cratere Jezero erano stati selezionati perché potenzialmente in grado di conservare tracce dell’antico ambiente marziano, quando il pianeta era più caldo e ricco di acqua. Analizzarli sulla Terra avrebbe permesso studi impossibili con gli strumenti a bordo dei rover, aprendo la strada a risposte decisive sull’evoluzione geologica di Marte e sulla sua passata abitabilità.

Ricadute internazionali

La scelta americana ha anche un impatto internazionale. Il progetto era stato concepito come una collaborazione con l’Agenzia spaziale europea, che ora dovrà ridefinire il proprio ruolo nelle future missioni marziane. Allo stesso tempo, la battuta d’arresto statunitense rischia di modificare gli equilibri nella corsa allo Spazio, mentre altri Paesi lavorano a programmi autonomi di ritorno di campioni planetari.

Passo indietro Perseverance continuerà a operare su Marte ancora per anni, ma i contenitori sigillati che ha lasciato sulla superficie potrebbero restare lì a lungo. Per la prima volta dopo decenni di progressi continui, l’esplorazione di Marte compie un passo indietro. E uno dei sogni più ambiziosi della scienza spaziale americana resta, almeno per ora, incompiuto.

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