IL SUMMIT

Artemis, primo vertice a Parigi: focus sulle regole per un’esplorazione “sostenibile”

Al Congresso astronautico internazionale l’incontro tra i 21 Paesi aderenti al programma spaziale. Si punta a creare gruppi di lavoro per affrontare le questioni tecniche. Intanto è in forse il lancio di Artemis 1 il 27 settembre

22 Set 2022

Paolo Marelli

Con in testa la delegazione americana, per la prima volta si sono incontrati di persona i rappresentanti dei 21 Paesi che hanno firmato gli Accordi di Artemis, una serie di accordi bilaterali tra il governo degli Stati Uniti e altri governi che partecipano al Programma Artemis, uno sforzo guidato dagli americani per riportare gli astronauti sulla Luna entro il 2025, anche se l’obiettivo finale è di espandere l’esplorazione spaziale a Marte.

Il vertice, che si è svolto a margine del Congresso astronautico internazionale di Parigi, è stato un primo passo per formulare i principi e le “regole della strada” da seguire per un’esplorazione spaziale sicura e sostenibile. “L’incontro è stato estremamente utile”, ha detto Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi): “Siamo stati tutti d’accorso sull’importanza di avere frequenti raduni di tutti i firmatari”.

Il passo successivo? Tradurre i principi in regole pratiche

Quel gruppo di nazioni aderenti agli Accordi di Artemis è cresciuto degli iniziali di otto Paesi dell’ottobre 2020 ai 21 attuali, con l’Arabia Saudita il firmatario più recente dello scorso luglio. “Abbiamo trascorso la maggior parte del tempo a scambiarci idee – ha spiegato Pam Melroy, vice amministratore della Nasa -. Abbiamo avuto alcune discussioni molto interessanti sui passi concreti da fare”. A cominciare dall’aspirazione di istituire gruppi di lavoro per affrontare questioni tecniche.

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Per Carlos Moura, presidente dell’agenzia spaziale brasiliana Aeb, occorrebbe però che i principi non vincolanti degli Accordi siano tradotti in regole pratiche. Gli ha fatto eco Philippe Baptiste, presidente dell’agenzia spaziale francese Cnes: “La Francia ritiene che la discussione e il coordinamento multilaterali siano una pietra angolare. Ma i principi discussi o le idee discusse all’interno degli Accordi Artemis dovrebbero essere la base per discussioni successive nel quadro delle Nazioni Unite. Molto probabilmente ci vorrà del tempo ma crediamo che questo sia molto importante”.

Artemis, il lancio il 27 settembre ancora in forse

Si è concluso, intanto, nel Kennedy Space Center in Florida il test a Terra per il caricamento di propellente nel lanciatore Sls (Space launch system) in vista di Artemis 1, la missione con volo di prova in vista del ritorno sulla Luna degli astronauti previsto per il 2025.

È quanto ha reso noto la Nasa, affermando di avere raggiunto tutti gli obiettivi previsti per il test che erano quattro e includevano la valutazione della riparazione per far fronte alla perdita di idrogeno identificata nel precedente tentativo di lancio, il caricamento di propellenti nei serbatoi del razzo utilizzando nuove procedure, l’esecuzione del kick-start bleed e l’esecuzione di un test di pre-pressurizzazione. È ora, invece, in corso lo svuotamento dei serbatoi dal propellente e comincia adesso l’analisi dei dati.

Sulla base dei risultati ottenuti con questo test, la Nasa potrà decidere se dare il via libera il 27 settembre a un nuovo tentativo di lancio della missione Artemis 1, dopo che i primi tentativi (il 29 agosto e il 3 settembre) erano falliti proprio a causa di una perdita di idrogeno liquido.

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