L'ITALIA NELLO SPAZIO

AstroSamantha in missione sull’Iss: previsti 150 esperimenti in sei mesi

Via all’iniziativa Minerva. Obiettivo: approfondire le conseguenze della permanenza nello spazio in vista di viaggi più lunghi e duraturi verso Marte

27 Apr 2022

Veronica Balocco

Samantha Cristoforetti in viaggio “verso le stelle”. La capsula Crew dragon freedom, della missione Crew-4 di Space X, con a bordo l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti dell’Agenzia spaziale europea (Esa) è decollata alle 9.52 del 29 aprile verso la Stazione spaziale internazionale (Iss) dalla piattaforma 39A del Kennedy space center, in Florida, dando il via all’Expedition 68 e alla missione Minerva.

L’astronauta, classe ’77, nata a Milano, è stata la prima donna italiana negli equipaggi Esa. La precedente esperienza risale al 2014, quando a bordo della navicella russa Soyuz aveva raggiunto la stazione orbitante, soggiornandovi per ben 199 giorni, 16 ore e 42 minuti. L’equipaggio dell’Expedition 68 è formato dal comandante di veicolo Kjell N. Lindgren, dal pilota Robert Hines e dalle specialiste di missione Samantha Cristoforetti e Jessica Watkins.

IL VIDEO DELL’ASI SULLA MISSIONE MINERVA (realizzato da Giulia Bonelli)

Ricercatori italiani in prima fila

Dopo una serie di rinvii, dovuti alla necessità di eseguire degli accertamenti e alle condizioni meteo sfavorevoli, gli astronauti sono entrati nella navicella spaziale con le futuristiche tute spaziali progettate da SpaceX e hanno effettuato le procedure di decollo. In totale saranno necessarie circa 30 ore per raggiungere l’Iss, per unirsi ai colleghi già presenti. Nel corso della missione, che si prevede durerà circa sei mesi, gli astronauti dovranno compiere circa 150 esperimenti. Ben sei di questi test sono stati progettati da scienziati e ricercatori italiani, affiliati all’Istituto italiano di tecnologia, all’Università La Sapienza di Roma, al Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), all’Università di Tor Vergata, del Consiglio nazionale delle ricerche, all’Università di Trieste e all’Istituto nazionale di fisica nucleare.

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Alcuni esperimenti sono stati ideati per studiare gli effetti dell’assenza di gravità su tessuti umani, sull’apparato riproduttivo e sul sistema uditivo. Altri rientrano nel campo della biologia e della scienza dei materiali. Obiettivo a lungo termine della ricerca è quello di comprendere più approfonditamente le conseguenze della permanenza nello spazio sull’organismo, in vista di viaggi più lunghi e duraturi verso Marte. Nei prossimi sei mesi, l’equipaggio dovrà quindi svolgere una serie di attività, e per AstroSamantha, il nome della Cristoforetti sui social, non è esclusa la possibilità di passeggiate spaziali, o Eva. Uno dei compiti degli astronauti sarà infatti quello di completare l’installazione dello European robotic arm, il nuovo braccio robotico della stazione spaziale. Molto attiva sui social, Samantha Cristoforetti ha spiegato di aver portato con sé degli oggetti speciali per realizzare video destinati all’intrattenimento dei più giovani. A poche ore dal lift-off, AstroSamantha ha festeggiato ieri il suo 45esimo compleanno, e ha scritto sui suoi profili di aver ricevuto “la migliore candelina di sempre”.

Un’eccellenza italiana

“La vita degli astronauti sulla Stazione spaziale internazionale è molto varia e molto complessa, conducono esperimenti importanti e loro stessi sono oggetto di test per studiare anche la biologia dell’uomo” nello spazio. A sottolinearlo è stato il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Giorgio Saccoccia, puntualizzando che  “il ritorno di Samantha Cristoforetti quest’anno sulla Stazione spaziale internazionale, ottenuto attraverso le nostre negoziazioni con Esa degli scorsi anni, sottolinea anche simbolicamente l’importanza che da tempo il nostro Paese sta ponendo alle attività spaziali. In bocca al lupo e buon lavoro a Samantha per questa sua nuova, straordinaria avventura”. “L’esplorazione dello spazio, sia umana che robotica – ha concluso – rappresenta da sempre una delle punte di diamante del ruolo dell’Italia nelle attività spaziali internazionali. Gli astronauti sono, evidentemente, il simbolo più visibile di questa eccellenza italiana”.

L’arrivo sulla Iss

La missione Crew-4 della Nasa, con a bordo l’astronauta italiana dell’Esa Samantha Cristoforetti, è arrivata alla Stazione Spaziale Internazionale. La capsula Crew Dragon “Freedom” ha attraccato all’Iss all’1:37 del 28 aprile, in anticipo rispetto all’orario inizialmente previsto, intorno alle 2:15.

Dopo il collegamento di Crew Dragon al modulo Harmony, gli astronauti a bordo della Dragon e della stazione spaziale hanno iniziato a condurre controlli standard delle perdite e della pressurizzazione in preparazione dell’apertura del portello. La missione Dragon Crew-4 ha iniziato il suo viaggio verso la Stazione spaziale internazionale a bordo della SpaceX Dragon Freedom alle 9.53 ora italiana, con il lancio dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center della Nasa in Florida. A bordo della navetta oltre alla Cristoforetti, i colleghi della Nasa Kjell Lindgren (con il ruolo di comandante), il pilota Robert Hines e la specialista di missione Jessica Watkins.

Con l’aggancio alla Stazione Spaziale Internazionale prende il via ufficialmente la missione Minerva dell’Esa che vede protagonista l’astronauta italiana, al momento l’unica donna nel corpo astronauti europeo. Sull’Iss Cristoforetti avrà il ruolo di leader del Segmento Orbitale Americano (Usos), che comprende i moduli e i componenti americani, europei, giapponesi e canadesi della Stazione. L’Italia contribuirà alla missione Minerva – dedicata alla saggezza – attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana con l’invio di nuovi esperimenti scientifici che coprono diversi settori della medicina – come lo studio delle conseguenze dello stress ossidativo e lo studio della funzionalità ovarica in microgravità – e della nutrizione, e preparano il terreno per l’esplorazione spaziale del futuro. Compito della Cristoforetti sarà anche seguire alcuni esperimenti già a bordo della Iss e avviati nel 2019 dal collega Luca Parmitano durante la missione Beyond.

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