IL PROGETTO

Turismo spaziale, in Giappone si lavora a beni di consumo a bordo

L’agenzia Jaxa ingaggia una serie di aziende per mettere a punto prodotti da poter usare fuori dall’orbita terrestre: dai capi di abbigliamento alle soluzioni per l’igiene passando per soluzioni anti-spreco. Alcuni prototipi saranno testati e collaudati già nelle prossime settimane dall’astronauta Koichi Wakata

06 Ott 2022

Paolo Marelli

spae-economy-spazio

Si lavora ai primi beni di consumo di “qualità spaziale”. L’Agenzia per l’esplorazione aerospaziale del Giappone (Jaxa) collaborerà con nove aziende nipponiche allo sviluppo di generi di prima necessità per l’impiego in orbita da parte di astronauti e turisti spaziali. Lo scrive il quotidiano “Nikkei”, secondo cui le aziende in questione svilupperanno prodotti come capi di vestiario, dentifrici e salviette detergenti e calze utilizzabili fuori dall’atmosfera terrestre. Alcuni prototipi saranno collaudati già nelle prossime settimane dall’astronauta giapponese Koichi Wakata, che partirà alla volta della Stazione spaziale internazionale il 6 ottobre. 

Dentifricio, salviette, calze: i test in orbita sui nuovi prodotti

Una tra le principali sfide nello sviluppo di generi di consumo per lo Spazio è l’impossibilità dell’impiego di acqua. Tanto che sull’Iss non ci sono docce o bagni. Per esempio, gli astronauti non possono lavarsi i capelli come farebbero sulla Terra e si puliscono viso e corpo con fazzolettini bagnati. Per questo motivo l’azienda giapponese Lion, per esempio, ha creato il prototipo di un dentifricio in grado di garantire la pulizia dell’intero cavo orale senza lasciare alcun residuo da sciacquare.

WHITEPAPER
Strategie e strumenti per il Digital Marketing del 2023 - la guida step by step
Dematerializzazione
Istruzione

Gli astronauti della Iss indossano gli stessi vestiti ogni giorno, poiché la stazione non ha lavatrice. I vestiti intrisi di sudore sono semplicemente asciugati e indossati di nuovo.

Su questo fronte, l’azienda Kao fornirà due tipi di teli per pulire vestiti e capelli, mentre Mandom, società di prodotti per la cura personale, fornirà salviette per il corpo utilizzate per lo stesso scopo.

A causa dell’ambiente a gravità zero nello spazio, gli astronauti spesso lavorano agganciando i piedi a qualcosa. Ciò fa consumare rapidamente i calzini. Il produttore di lingerie Wacoal fornirà calze di qualità spaziale, mentre il produttore di abbigliamento outdoor Snow Peak invierà abiti resistenti.

Durante i circa sei mesi di permanenza in orbita l’astronauta Wakata testerà i 9 prodotti che saranno inviati alla Iss tramite missioni successive.

Dagli Usa al Giappone: la corsa verso il turismo spaziale 

A guidare questa tendenza a sviluppare le necessità quotidiane per i viaggi nello spazio è il lancio da parte della Nasa del programma Artemis, che cerca di riportare gli esseri umani sulla luna. Un altro fattore sono le “gite spaziali” dell’anno scorso dei miliardari Jeff Bezos e Yusaku Maezawa.

Negli Stati Uniti, nuove stazioni spaziali nel settore privato sono in fase di pianificazione, con tanto di progetto di un hotel spaziale per ospitare futuri turisti. Se questo settore decollerà, la domanda di forniture giornaliere crescerà inevitabilmente.

E anche il Giappone è impegnato in questo corsa verso lo Spazio: Jaxa sta collaborando con il settore privato in altre aree, in parte per incoraggiare la crescita dell’industria spaziale nazionale. L’agenzia spaziale ha chiesto l’aiuto di Toyota Motor, Honda Motor e altri nello sviluppo del rover lunare con equipaggio che sarà impiegato nel programma Artemis.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4