IL PROGETTO

Nanosatelliti, parte la sfida D-Orbit con l’Università di Berlino

L’azienda italiana porterà in orbita i due vettori progettati e realizzati dalla cattedra di Tecnologia Spaziale dell’ateneo tedesco. Si punta a sperimentare nuove formazioni di volo e la fattibilità di alcuni scenari applicativi

26 Ago 2022

Nicola Desiderio

NanoFF

D-Orbit si è aggiudicata la gara di appalto per il lancio e il rilascio di due nanosatelliti 2U, progettati e realizzati dalla cattedra di Tecnologia Spaziale della Technische Universität di Berlino (TU Berlin), che saranno integrati all’interno del veicolo di trasferimento orbitale Ion Satellite Carrier per raggiungere la propria posizione.

Il progetto NanoFF

I due satelliti fanno parte del progetto Nanosatellite Formation Flights (NanoFF) finanziato dal Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt e.V. (Dlr), l’agenzia spaziale tedesca il cui obiettivo è dimostrare come realizzare, mantenere e utilizzare un volo in formazione elicoidale nel quale i satelliti si muovono a spirale lungo un percorso orbitale comune. I due satelliti hanno una massa di 2,67 kg ciascuno con dimensioni di 100 x 100 x 227 mm e sono alimentati da pannelli ad energia solare, inoltre sono dotati di un sistema di ricetrasmissione radio in banda UHF con il quale comunicare da e verso la Terra e di una telecamera spettrale a banda corta, con risoluzione di 39 metri e un’ampiezza di inquadratura che va da 160 a 575 km, che invece trasmetterà i propri dati in banda X.

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Volo elicoidale in orbita eliosincrona

I due satelliti saranno rilasciati dall’Ion Satellite Satellite Carrier in orbita eliosincrona compresa tra 500 e 600 km attraverso una serie di manovre orbitali temporizzate in una formazione a elica. A quel punto i satelliti metteranno in campo il loro sistema di propulsione (il cui tipo non è noto) e i propri sistemi di controllo d’assetto per eseguire diverse manovre orbitali sperimentali per modificare la loro distanza relativa e altri tipi di formazione nel quale ciascun satellite si muoverà in modo autonomo. L’obiettivo del team condotto da Sacha Weiss è verificare la fattibilità di alcuni scenari applicativi.

Nuovi scenari e risparmio di carburante

“Per l’avvio della formazione a elica, Ion è un’ottima soluzione. La possibilità di impostare individualmente i vettori di rilascio aiuterà a diminuire la deriva tra i satelliti e, in definitiva, a risparmiare carburante“, ha dichiarato Weiss, il quale è responsabile del progetto NanoFF e lavora all’interno del Dipartimento di Aeronautica e Astronautica che risponde alla cattedra di Tecnologia dello Spazio, detenuta dal professor Enrico Stoll. “I due CubeSat NanoFF volano in una formazione difficile da raggiungere attraverso i tradizionali lanci rideshare. Ion Satellite Carrier – ha dichiatato Renato Panesi, cco di D-Orbit – consente ad operatori satellitari di piccole dimensioni di effettuare missioni scientifiche che in precedenza erano troppo costose, poco pratiche o addirittura impossibili da realizzare“.

In rideshare entro Q3 2023

I due satelliti, alloggiati all’interno del veicolo di trasferimento italiano, saranno lanciati nel secondo trimestre del 2023 e, come affermato da Panesi, grazie ad un vettore in rideshare. Non sono stati però comunicati l’operatore né da quale base la missione prenderà il via.

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