IL CASO

Starlink e il caso delle interferenze 5G: “Si rischia l’impasse”

SpaceX si appella alla Fcc: il piano di Dish-RsAccess per la banda a 12 Ghz penalizzerebbe il funzionamento della connettività satellitare a banda ultralarga fino a renderla inutilizzabile dagli utenti americani. L’allarme segue quello già lanciato da OneWeb

07 Ott 2022

Paolo Marelli

5G

I piani per l’utilizzo di una parte della banda Ku a 12 Ghz per le reti 5G negli Stati Uniti potrebbero interrompere i servizi a banda larga Starlink anche più di quanto SpaceX avesse stimato in precedenza. È quanto ha sostenuto la società di Elon Musk, quando ha reso nota un’analisi delle interferenze eseguita da una società esterna.

SpaceX ha affermato che questa nuova indagine conferma il suo studio interno dello scorso giugno, quando ha riferito che Starlink sarebbe inutilizzabile per la maggior parte degli americani se un servizio mobile 5G ad alta potenza fosse autorizzato a funzionare con frequenze di banda 12 Ghz negli Stati Uniti.

Lo scontro frontale tra SpaceX e Dish-RsAccess

L’analisi della società di consulenza ingegneristica Savid mostra che “SpaceX potrebbe aver sottovalutato la probabilità di interferenze e potenziali danni ai servizi Starlink”, ha spiegato David Goldman, direttore senior della politica satellitare di SpaceX, alla Federal communications commission (Fcc).

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Starlink utilizza la banda 12 Ghz per collegare i suoi satelliti in orbita non geostazionaria (Ngso) ai terminali degli utenti. L’emittente satellitare Dish Network, noto provider televisivo americano, utilizza le frequenze in quella banda per fornire la sua programmazione Tv e sta chiedendo il permesso alla Fcc per aggiornare la sua licenza per fornire servizi 5G terrestri. Infatti secondo Dish e Rs Access, una società specializzata in connessioni wireless point-to-multipoint che sta cercando di adeguare una sua licenza in quello spettro di frequenza per gestire una rete terrestre, i loro piani possono coesistere con altri utenti della banda.

“L’ultima richiesta di SpaceX segue uno schema familiare per l’azienda: fare affermazioni esagerate per bloccare lo spettro 500 Mhz già pronto per il 5G”, ha scritto via e-mail Jeff Blum, vicepresidente esecutivo di Dish per gli affari esterni e legislativi: “Non sorprende che quanto depositato de SpaceX includa un’analisi tecnica imperfetta che pretende – senza successo – di confutare i molteplici studi presentati alla Fcc dai migliori esperti del settore che hanno concluso che la coesistenza sia possibile”.

Anche OneWeb e DirectTv in allarme

Nella sua replica di SpaceX ha evidenziato che gli studi sulle interferenze da cui traggono Dish e Rs Access sono imprecisi e basati su ipotesi errate. Nella lettera alla Fcc, Goldman ha sottolineato che, sulla base di quanto ritiene anche Rs Access, “solo un ente super partes potrebbe veramente analizzare” come il piano 5G possa interferirebbe con i satelliti Ngso.

Anche l’operatore di banda larga Ngso, OneWeb ha presentato un proprio studio alla Fcc, lo scorso luglio, per dimostrare come l’utilizzo dello spettro 12 Ghz per il 5G terrestre interromperebbe gravemente la banda larga satellitare negli Stati Uniti. Così come l’emittente satellitare DirecTv, di proprietà del gigante delle telecomunicazioni statunitense At&t, ha dichiarato che anche i suoi clienti dovranno affrontare gravi interruzioni se la Fcc approverà quel piano.

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