IL CASO

Satelliti in orbita: la luce riflessa oscura lo Spazio



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Le costellazioni di satelliti in orbita bassa rischiano di compromettere fino al 96% delle immagini dei telescopi spaziali, secondo uno studio Nasa. Il boom commerciale nello Spazio ha effetti visibili sul cosmo osservabile

Pubblicato il 5 dic 2025



hubble 35 anni
In celebration of the NASA/ESA Hubble Space Telescope’s 35 years in Earth orbit, an assortment of compelling images have been released today that were recently taken by Hubble. This stretches from the planet Mars (top left) to dramatic images of stellar birth (bottom left) and death (top right), to a magnificent neighbouring galaxy (bottom right). After over three decades of perusing the restless universe, Hubble remains a household word as the most well-recognized telescope in scientific history.  [Image description: Composite shows four Hubble images in quarters. At top left is a crisp view of Mars in shades of orange, blues, and browns. At top right is planetary nebula NGC 2899, which is shaped like a single macaroni noodle, with its central torus appearing semi-transparent and blue/green, and top and bottom edges in orange. At bottom left is a tiny portion of the Rosette Nebula. Very dark gray material shaped like a V takes up the center. At bottom right is barred spiral galaxy NGC 5335 with a milky yellow center that forms a bar surrounded by multiple blue star-filled spiral that wrap up counterclockwise.]

Il cielo notturno non è più solo delle stelle: il crescente numero di satelliti orbitanti sta interferendo con le immagini raccolte dai telescopi spaziali. Uno studio della Nasa avverte che la luce riflessa dai satelliti potrebbe compromettere gran parte delle osservazioni future.

Quattro telescopi

La ricerca ha simulato l’impatto su quattro telescopi, tra cui Hubble e le prossime missioni Spherex e Xuntian. Se entro il prossimo decennio le costellazioni satellitari raggiungeranno circa 560.000 unità, le conseguenze saranno gravi: fino al 96% delle immagini di alcune missioni potrebbe risultare “contaminato” da scie luminose, mentre Hubble subirà effetti più limitati ma comunque significativi.

Sensori più sensibili

Il fenomeno non riguarda solo i telescopi terrestri. I satelliti, soprattutto quelli delle megacostellazioni per l’Internet globale, riflettono la luce solare e interferiscono con le esposizioni dei sensori più sensibili. In pratica, galassie lontane, nebulose e pianeti extrasolari rischiano di essere “fotobombati” da tracce artificiali.

Alejandro Borlaff, uno degli autori dello studio, spiega: “Quando i telescopi cercano segnali deboli provenienti dall’universo profondo, i satelliti attraversano il campo visivo, cancellando parte delle informazioni più preziose”.

Boom dei satelliti

La proliferazione dei satelliti è rapida: dai 2.000 di pochi anni fa agli oltre 15.000 attuali, con una crescita esponenziale prevista. Alcune aziende private e agenzie nazionali pianificano flotte di decine di migliaia di unità, aumentando il rischio di interferenze.

Le possibili soluzioni includono orbite più basse, materiali meno riflettenti e orientamento calibrato dei satelliti. Ma servono coordinamento globale e regole condivise, perché il cosmo osservabile rischia di diventare un bene sempre più difficile da proteggere.

Spazio, ambiente condiviso

Oggi lo Spazio non è più solo una frontiera scientifica: è un ambiente condiviso, dove il progresso commerciale deve fare i conti con la salvaguardia della conoscenza e della bellezza del cielo. Se non si interviene, la nostra capacità di scrutare l’universo profondo potrebbe essere irrimediabilmente compromessa.

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