Un’antenna grande quanto un appartamento, capace di collegare direttamente allo Spazio uno smartphone comune. È la scommessa di Ast SpaceMobile, l’azienda del Texas che prima di Natale ha portato in orbita BlueBird 6, il satellite per telecomunicazioni commerciali più grande mai dispiegato in orbita bassa. Il lancio è avvenuto dal centro spaziale indiano di Sriharikota e segna un passaggio chiave nella corsa alla telefonia cellulare dallo Spazio.
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Un “gigante” in orbita
BlueBird 6 estende in orbita una superficie di circa 2.400 piedi quadrati, più di tre volte quella dei precedenti satelliti della serie. Ma il dato più rilevante è tecnologico: la piattaforma è progettata per fornire collegamenti fino a 120 megabit al secondo direttamente a telefoni standard, senza antenne dedicate o dispositivi speciali. In prospettiva, significa chiamate, dati e video anche nelle aree oggi prive di copertura terrestre, grazie a una rete spaziale integrata con le infrastrutture mobili esistenti.
Fase industriale
Il satellite rappresenta l’evoluzione del programma BlueBird, avviato con i primi cinque dimostratori già in orbita. Con questa missione, l’azienda statunitense passa dalla fase sperimentale a quella industriale. “È il momento di svolta”, ha spiegato il fondatore e amministratore delegato Abel Avellan, rivendicando anni di sviluppo tecnologico e produzione negli Stati Uniti e l’avvio della distribuzione su larga scala.
Lanci più frequenti
I piani sono ambiziosi: tra il 2025 e il 2026 Ast SpaceMobile punta a lanciare tra 45 e 60 satelliti, con una cadenza media di una missione ogni uno o due mesi. BlueBird 6 è stato assemblato e testato negli stabilimenti di Midland, in Texas, uno dei poli produttivi di un gruppo che conta oltre 1.800 dipendenti e un portafoglio di più di 3.800 brevetti, tra concessi e in attesa.
Partnership strategiche
Il progetto si regge anche su una fitta rete di accordi industriali e commerciali. Ast SpaceMobile ha intese con oltre 50 operatori mobili nel mondo, che complessivamente servono circa tre miliardi di utenti, e partnership strategiche con colossi come At&t, Verizon, Vodafone, Rakuten e Google. L’obiettivo dichiarato è colmare il divario digitale globale, integrando lo spazio nella rete cellulare quotidiana. Con BlueBird 6 in orbita, la promessa passa dal laboratorio al cielo.






