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Aerospazio, l’alleanza tra grandi imprese e Pmi la chiave per spingere l’ecosistema nazionale

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Il Distretto Aerospaziale Piemonte ha riunito a dibattito i rappresentanti della filiera per discutere sulle opportunità, le sfide e le prospettive offerte dal settore. La verticalizzazione fondamentale per individuare nuove aree di business

Pubblicato il 10 Mar 2022

Nicola Desiderio

Il settore aerospaziale a Torino e non solo ha grandi risorse, ma occorre rafforzarle integrando meglio la filiera valorizzando tutte le risorse del territorio. È quanto emerso dall’incontro che si è svolto nell’Auditorium Energy Center del Politecnico di Torino per iniziativa della Fiera A&T c he si svolgerà nella città piemontese dal 6 all’8 aprile e nel quale uno stand sarà dedicato proprio al settore aerospaziale, tradizionale cavallo di battaglia

“L’aerospazio ha ruolo molto importante – ha affermato la professoressa Fulvia Quagliotti, presidente Distretto Aerospaziale Piemonte – ed è un ecosistema guidato da grandi aziende con un numero consistenze di PMI caratterizzate da un alto livello tecnologico. Il nostro compito è proprio quello di farle incontrare perché ci sono grandi opportunità legate anche al Pnrr, ci sono grandi sfide, ma il risultato sarà una crescita economica e professionale del nostro territorio anche grazie al ruolo del Politecnico. La Città dell’Aerospazio sarà il luogo dove imprese, professionalità ed università si incontreranno e interagiranno per realizzare tutto questo”.

Secondo Marco Cantamessa, Delegato del Rettore alle Valutazioni Strategiche e all’attuazione del Piano Strategico “A Torino abbiamo una grande tradizione. Il primo volo dei fratelli Wright c’è stato nel 1903 e già nel 1909 qui c’era prima azienda aeronautica. Abbiamo tuttavia bisogno di altre competenze, come quelle che riguardano l’automotive che porta in dote la capacità di fare alta qualità a costi ridotti. Non è banale perché siamo di fronte a grandi cambiamenti come la trasformazione energetica, il volo aereo urbano, i nanosatelliti… un rimescolamento nel quale noi abbiamo molto da dire, ma bisogna lavorare come sistema. Per questo noi, come Politecnico, oltre alla formazione e alla ricerca, abbiamo un incubatore per start-up e un ufficio brevetti e la nostra nuova strategia è lavorare su piattaforme che si verticalizzano in base ai settori non in base alle discipline e questo mescola i saperi”.

“La nostra azienda è partita 24 anni ha ricordato Andrea Romiti di Apr fa partendo da una base manifatturiera e meccanica. Con il tempo ci siamo internazionalizzati e verticalizzati con forti investimenti nell’organizzazione, nella tecnologia, nello sviluppo e nel testing allargando il nostro raggio di azione e ricevendo stimoli sempre maggiori. Penso che il distretto la urban air mobility sia una grandissima opportunità e i giovani fanno bene a guardare a settore aerospaziale per il loro futuro perché abbiamo bisogno del loro contirbuto e della loro passione”.

Di internazionalizzazione e verticalizzazione ha parlato anche Andrea Romiti di Giacinto Boscolo di Lma. “Nel 1996 eravamo in 9 – ha affermato – oggi siamo 110 e aumenteremo il nostro personale di un altro 40% entro la fine dell’anno. Dal 2019 abbiamo aperto un ufficio R&D che ora 12 persone che diventeranno 18  e abbiamo investito nella stampa 3D, tra poco anche con i materiali cimpositi. Siamo arrivati a produrre un drone alimentato ad idrogeno in fibra di carbonio e presto apriremo una sede in Usa. Le sinergie sono enormi ed irrinunciabili. Penso che sia importante condividere, come già facciamo, numeri e strategie per essere sempre in linea con i nostri clienti, pensare in modo strategico ed essere sempre più ambiziosi”

Abbiamo tanti ingegneri, ma non bastano e senza il supporto della filiera – ha detto Giacinto Carullo, direttore acquisti di Leonardo – non siamo competitivi. La filiera dell’aerospazio è complessa perché ci sono grandi capofila e un 80% di Pmi con le quali occorre coordinarsi, rigida anche se le barriere si stano abbassando ed interconnessa perché molte aziende sono tra loro concorrenti e fornitori. La sfida è essere sempre più veloci ed integrati condividendo visione e competenze per essere resilienti guardando da qui a 30 anni. Il programma Leap ha fatto crescere i nostri fornitori e li ha fatto diventare nostri partner perché crediamo nella nostra filiera e che loro debbano crescere con noi”.

Anche Walter Cugno di Thales Alenia Space ha messo l’accento su integrazione e velocità e sulle sfide dovute all’ingresso dei privati “Anche noi siamo passati ad un modello di partnerhip incrementando le capacità delle aziende che collaborano con noi ed assistiamo a un rimescolamento delle gerarchie: quelle che una volta erano start-up e Pmi nostri fornitori, ora sono nostri clienti. Torino per noi è strategica: qui abbiamo 800 dipendenti, fatturiamo 400 milioni di euro e il 60-70% è fatto dalla supply chain. Abbiamo assunto 120 ingegneri nel 2021 e ne prenderemo altri 200 nel 2022”. Cugno ha poi elencato tutti i progetti ai quali Thales Alenia Spazio ha lavorato a Torino e, parlando della situazione contingente, ha confermato che una decisione su ExoMars – “un progetto al quale abbiamo lavorate per 17 anni e dove abbiamo speso 2 miliardi” – sarà pressa la prossima settimana. Ha inoltre affermato che la Nasa ha chiesto proprio alla Thales Alenia Space di Torino di realizzare un lander lunare e che l’Italia potrebbe essere la prima nazione al mondo ad avere un modulo permanente sulla Luna.

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