LA DISPUTA

Boeing, ancora problemi per lo Starliner. Colpa di un fornitore?

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La CST-100 sta subendo l’ennesimo ritardo, stavolta per le valvole di regolazione del sistema di propulsione fornite dalla Aerojet Rocketdyne che respinge le accuse al mittente. Intanto l’azienda di Chicago ha già pagato 595 milioni di penali e sta perdendo la corsa contro la Crew Dragon di SpaceX

Pubblicato il 12 Mag 2022

Nicola Desiderio

Boeing è ai ferri corti con l’Aerojet Rocketdyne per la fornitura di valvole di alimentazione dei motori del suo CST-100 Starliner, la capsula per il trasporto di astronauti commissionata dalla Nasa, per la quale l’azienda di Chicago sta subendo ulteriori ritardi di sviluppo dopo i problemi al software già riscontrati nel 2019. Lo riporta l’agenzia Reuters.

Secondo la Boeing, le 13 valvole che permettono al sistema di propulsione del CST-100 di guidarne la traiettoria devono il loro malfunzionamento ad una cattiva progettazione che le rende sensibili alla reazione chimica che si crea tra leghe d’alluminio, propellente e l’umidità tipica della Florida. Una visione condivisa, dopo 9 mesi di valutazione, anche dai tecnici della Nasa, ma che gli uomini della Aerojet respingono addossando la responsabilità a solventi utilizzati per la pulizia dei sistemi durante i test a terra.

La questione, è già nelle mani degli avvocati ed è di massima importanza per la Boeing che, a causa dei problemi al suo CST-100, rischia di vedere danneggiata la propria reputazione e soprattutto di perdere terreno contro SpaceX e la sua Crew Dragon, sviluppata all’interno dello stesso programma Starliner della Nasa con la differenza che la capsula dell’azienda di Hawthorne sta dando buona prova di sé, avendo già portato in orbita 5 astronauti (compresa Samantha Cristoforetti), mentre quella della Boeing non riesce a superare il primo test completo costringendola a pagare penali per 595 milioni di dollari. Non proprio una modica cifra in un momento che appare critico anche per la competizione contro Airbus per gli aeromobili destinati ai voli di linea. Anche in questo settore, Boeing è in netto ritardo su molte consegne che rischiano seriamente di indirizzare molte compagnie verso il proprio concorrente europeo.

Intanto, non potendo contare sul CST-100, la Nasa ha già preso le proprie contromisure commissionando alla Crew Dragon di SpaceX altre tre missioni e, d’accordo con Boeing, ha provveduto a cambiare il sistema di propulsione della propria capsula apportando alcune modifiche alle valvole con l’obiettivo imperativo di arrivare pronta al test di lancio previsto per il 19 maggio prossimo a Cape Canaveral a bordo di un vettore Atlas 5. Sarebbe la terza volta che un CST-100 si avvia verso la piattaforma di lancio senza riuscire a lanciarsi. Si tratta tuttavia di una soluzione temporanea e per Boeing rimane, in ogni caso, il problema di trovare valvole di alimentazione che offrano tutte le garanzie del caso oltre a dimostrare che i ritardi sono dovuti alla cattiva progettazione delle valvole da parte dell’Aerojet. Quest’ultima non appare disposta ad accollarsi i costi per ridisegnare nuove valvole, circostanza che apparirebbe come un’ammissione di responsabilità con tutte le conseguenze del caso in termini monetari. In settimana è previsto un incontro congiunto tra Nasa, Boeing, Aerojet e consulenti esterni per valutare la bontà delle modifiche temporanee e possibili soluzioni tecniche per il futuro.

Va detto che non è la prima volta che Boeing affronta problemi con i propri fornitori per il programma Starliner. Già nel 2017 infatti si verificò un incidente durante un test a terra che causò l’amputazione di una gamba di un tecnico di un subfornitore. Quest’ultimo fece causa alla Boeing che fu costretta a sanare la situazione.

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