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Come ripulire lo Spazio dai detriti? Premiata una ricercatrice italiana

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Tra i migliori talenti under 30 in scienze spaziali c’è Alice Brunello dell’Università di Padova finalista al premio “Napolitano Award”. Successo per il test di laboratorio con un nastro elettrodinamico da usare per raccogliere i satelliti a fine vita
. Dimostrazione pratica nello nel 2025

Pubblicato il 28 Set 2022

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Come ripulire lo Spazio dai satelliti “a fine vita” e non più operativi? Sarebbe possibile farlo con un nastro elettrodinamico da dispiegare nello Spazio e in grado di “deorbitare” i satelliti esausti e, quindi, di fatto raccogliere i detriti spaziali. Ecco qual è l’architrave della ricerca che è valsa ad Alice Brunello, 29 anni, dottoranda dell’Università di Padova al Cisas G. Colombo, la finale al premio “Luigi G. Napolitano Award”, il riconoscimento che è assegnato al miglior ricercatore under 30 che contribuisca significativamente al progresso delle scienze spaziali, con la cerimonia che si è svolta a Parigi al Congresso astronautico internazionale.

“Ripulire le orbite basse dai detriti spaziali è cruciale”

“Negli ultimi anni ‘la mitigazione dei detriti orbitali’ è un argomento di estremo interesse in ambito spaziale, azzarderei il più importante, perché stiamo procedendo verso una saturazione delle orbite Leo (basse) e quindi impossibilità nel lanciare nuovi satelliti nello spazio”, ha spiegato la studiosa Brunello: “Il meccanismo è protetto da diritti di riservatezza, quindi, non posso fornire dettagli ma i risultati a terra hanno dimostrato la robustezza del sistema elettrodinamico a filo ai quali seguirà una dimostrazione nello spazio (‘demonstration flight’) nel 2025 alla quale parteciperò”.

Il team di ricerca con istituzioni spagnole e tedesche

L’articolo presentato allo Iac, il Congresso astronautico internazionale, dal titolo “Deployment functional tests of an electrodynamic tape for space debris mitigation”, con autori Alice Brunello, Sergio Garcia Gonzalez, Andrea Valmorbida, Lorenzo Olivieri, Giulia Sarego, Simone Fortuna ed Enrico Lorenzini, descrive i test funzionali fatti nel laboratorio del Dipartimento di ingegneria industriale (Dii) dell’Università di Padova sul prototipo di un sistema elettrodinamico a filo per il rientro dei satelliti non operativi.

Il team di ricerca, che coinvolge altre 5 istituzioni spagnole e tedesche, lavora sul progetto E.T.Pack gestito dal Cisas-Unipd e finanziato dal programma europeo H2020 Fet-Open ed ora continua con il nuovo progetto E.T.Pack-F, iniziato a settembre con gestione del Dii e finanziato dall’Horizon Europe Eic Transition Program. Quest’ultimo progetto porterà alla costruzione e testing del modello di volo con una missione in orbita di questo sistema innovativo prevista nel 2025.

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