SOSTENIBILITA'

D-Orbit, accordo con Ebad per testare ring di rilascio sostenibile

Volo sperimentale a 270 km di altitudine per dimostrare che l’anello di rilascio dell’azienda americana si disintegra dopo 4-8 mesi dal suo utilizzo e che l’Ion Satellite Carrier italiano è un veicolo di trasferimento capace di manovrare anche ad orbite molto basse

16 Dic 2022

Nicola Desiderio

Nea

D-Orbit ha firmato un contratto con la Ensign-Bickford Aerospace & Defense (Ebad) per l’integrazione e la dimostrazione in orbita del Nea 8” Payload Release Ring, uno dei prodotti della gamma che l’azienda americana di Simsbury, nello stato del Connecticut, mette a disposizione dell’industria aerospaziale e militare sin dai suoi albori.

Una gloriosa tradizione

La Ebad infatti affonda le sue origini addirittura nella prima parte del XIX secolo, iniziando con materiale esplosivo, e può vantare partecipazioni nelle più importanti missioni spaziali, da Gemini ed Apollo fino ad Artemis passando per quelle dello Space Shuttle. Nel 2018, dopo diverse acquisizioni la Ebad ha differenziato e specializzato il proprio business creando una divisione specifica Aerospace & Defense.

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Manovrare a 270 km di altitudine

Tra i prodotti in catalogo c’è anche l’anello di rilascio (ring), disponibile nelle misure di 8”, 15” (nella foto) e 24”. D-Orbit, attraverso il suo veicolo di trasferimento orbitale Ion Satellite Carrier testerà quella 8” applicandola ad un satellite di prova il cui rilascio avverrà con un’inclinazione media ad un’altitudine di 270 km. Il test mira a verificare se l’anello, una volta utilizzato, bruci nell’atmosfera in un periodo compreso tra le quattro e le otto settimane.

Dimostrare la sostenibilità dell’anello

Il test permetterà dunque non solo di dimostrare a Ebad la sostenibilità del proprio ring poiché, una volta utilizzato, non arricchirà la nuvola di detriti che oramai avvolge la Terra, ma anche per D-Orbit che potrà mettere in mostra ancora una volta la funzionalità del proprio veicolo di trasferimento orbitale e la sua capacità di agire anche a orbite molto basse con una gamma di tipologie di esperimenti e di satelliti molto ampia, soprattutto per quelli più piccoli.

Coerente con la mission

“Questo è un profilo di missione estremamente innovativo per noi. La mitigazione dei detriti spaziali è sempre stato un obiettivo importante per noi, quindi siamo entusiasti di lavorare a una dimostrazione in orbita che mira a liberare l’orbita quasi immediatamente” ha dichiarato Renato Panesi, chief commercial officer (Coo) di D-Orbit che effettuerà tale esperimento a giorni e solo dopo pochi mesi dall’accordo con Ebad.

La versatilità dei sistemi

“Questa importante missione dimostrerà ulteriormente la versatilità del meccanismo di sgancio a bassissimo shock Nea, integrando la tecnologia all’interno di configurazione con interfaccia ad anello standardizzata. In qualità di leader nei sistemi di separazione dei veicoli spaziali, Ebad continua a far progredire le proprie tecnologie di separazione per soddisfare le esigenze in rapida evoluzione dell’industria spaziale” ha dichiarato Geoff Kaczynski, vicepresidente per lo sviluppo e la strategia commerciale di Ebad.

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