LA RECENSIONE

La nuova frontiera dello Spazio nel libro di Simonetta Di Pippo

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La scienziata italiana delinea una visione dello spazio come fenomeno economico e sociale sempre più importante per il nostro futuro sostenibile

Pubblicato il 16 Set 2022

Nicola Desiderio

Simonetta Di Pippo Space Economy

Una vita dedicata alla spazio e una visione che, da scienziata, ne inquadra e fotografa tutte le potenzialità economiche e sociali oltre a quelle legate alla conoscenza, all’innovazione e al progresso di un’umanità sempre più proiettata verso lo sfruttamento quotidiano dello spazio e delle sue risorse.

Una vita per lo Spazio

È quello che si trova in Space Economy – La nuova frontiera dello Spazio” edito da Bocconi University Press – Egea e scritto da Simona Di Pippo che presso la prestigiosa università milanese dirige lo Space Economy Evolution Lab di SDA Bocconi School of Management e, prima ancora, è la direttrice dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico (Unoosa) con sede a Vienna. Una vita dunque che va ben oltre la sua passione di scienziata ed astrofisica che l’ha vista direttrice dello Human Spaceflight dell’Esa e della Observation of the Universe presso l’Agenzia spaziale italiana, e oggi, oltre agli incarichi già citati, la vede accademico dell’International Academy of Astronautics e membro del World Economic Forum Global Future Council on Space.

La space economy al centro

A lei nel 2008 le è stato dedicato l’asteroide 21887 Dipippo e nessuna come lei sa come lo Spazio da campo di ricerca è diventato uno dei settori più effervescenti ed importanti dell’economia globale, con un volume d’affari pari a 470 miliardi di dollari e che presenta prospettive di crescita a doppia cifra per i prossimi decenni. Già questo assegnerebbe alla space economy un ruolo, ma quello effettivo è ben maggiore. Lo Spazio è infatti sempre di più quotidianità e leva per la visione di un mondo sostenibile ed inclusivo, ma rimane oggetto di visione da parte di scienziati ed imprenditori che progettano gite in orbita, città sulla Luna e su Marte, mega costellazioni di satelliti per Internet e l’estrazione di metalli dagli asteroidi. Secondo la Di Pippo siamo già una società spaziale.

Un’idea di progresso e sostenibilità

Quel che è sicuro è che la space economy crea conoscenza e benessere e costituisce un’opportunità enorme anche per i paesi meno sviluppati. Secondo infatti uno studio del 2018 condotto da Unoosa in cooperazione con quella che allora era la European Gnss Agency (Gsa), lo Spazio riguarda 65 dei 169 sottobiettivi (il 38%) fissati nell’Agenda 2030 dell’Onu che contiene 17 grandi obiettivi di sviluppo sostenibile, per una crescita inclusiva che riguarda la lotta alla fame e alla povertà, ma anche la tutela dell’ecosistema terrestre dalle minacce del cambiamento climatico. Lo Spazio dunque è parte essenziale per una visione dell’umanità, non solo su questo pianeta, ma anche per quelli che la nostra specie riuscirà a raggiungere, forte della propria spinta ideale e di tutto il capitale di conoscenze che saprà accumulare.

Una società sempre più spaziale

“Il settore spaziale non è mai stato tanto in fermento. Più si avanza nello sviluppo tecnologico – afferma la Di Pippo – più appare chiaro che lo spazio si posiziona come un driver per uno sviluppo socioeconomico sostenibile. Il settore richiede sempre di più competenze trasversali, e l’integrazione di conoscenza tra discipline spaziali e non si fa sempre più pressante. Dall’agricoltura alla salute pubblica, dall’educazione alla gestione delle catastrofi, dalle smart city ai bisogni di una popolazione crescente su scala globale in termini di acqua e cibo, dalle energie alternative al monitoraggio dei mari: stiamo diventando sempre più una società spaziale, vale a dire una società che porta avanti le proprie funzioni istituzionali e sociali utilizzando nel modo migliore e più esteso possibile le tecnologie spaziali, nonché servizi e applicazioni basati su dati e infrastrutture provenienti da questo settore. Lo spazio, insomma – conclude il numero uno dell’Unoosa – rappresenta la nostra nuova frontiera e costituisce l’ossatura portante dell’economia del futuro”.

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