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Drone 2.0, via alla strategia Ue: business da 14,5 miliardi nel 2030

La Commissione Europea punta alla creazione di un quadro tecnico e normativo con l’obiettivo di innescare lo sviluppo di velivoli elettrici e dei servizi correlati così da farne un settore industriale forte e indipendente e migliorare la vita dei cittadini

30 Nov 2022

Nicola Desiderio

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L’Unione Europea lancia la strategia Drone 2.0 grazie alla quale si punta a fare di questi mezzi volanti sempre più diffusi una risorsa centrale per i cittadini europei e, allo stesso, un business di dimensioni rilevanti attraverso il loro utilizzo su larga scala in molteplici ambiti.

Una mossa conseguente

La nuova strategia segue quella per la mobilità sostenibile ed intelligente che prevedeva già di essere integrata e superata dalla nuova con l’obiettivo di creare il quadro normativo e tecnico più avanzato del mondo in questo campo. A questo scopo, la commissione ha individuato alcuni blocchi tecnologici critici come l’intelligenza artificiale, la robotica, i semiconduttori, i servizi spaziali e le telecomunicazioni mobili.

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Una nuova industria, ma senza dipendenze

Sfruttare queste tecnologie permetterà si sviluppare i droni senza dipendenze da altri paesi e, allo stesso tempo, creare un’industria e un mercato forti per i droni. A questo proposito, la Commissione Europea lancerà 19 azioni strategiche tra cui la creazione di un quadro comune di norme per gli eVtol con o senza pilota, una piattaforma online per supportare gli attori e una roadmap tecnologica per identificare le aree di tecnologia e innovazione.

Tutte le applicazioni previste

Tra gli aspetti considerati c’è anche quello della cybersecurity così che il volo di questi mezzi, soprattutto quelli a guida autonoma, abbia i necessari standard di sicurezza e riservatezza visto che, tra i loro utilizzi, ci saranno anche la sorveglianza, la mappatura, la raccolta di immagini accanto ai servizi di emergenza, la consegna di medicinali, campioni biologici e, ovviamente, quello di drone aerotaxi con o senza pilota.

Per usi civili e difensivi

La strategia identifica anche le aree di specificità e sinergia tra il settore dei droni civili e quelli da difesa. Questo lavoro preparatorio consentirà di mettere le basi per lo sviluppo tecnico e commerciale dei droni con le relative tecnologie e le soluzioni per renderli funzionali ai reali bisogni delle persone. La Commissione sta lavorando ai droni dal 2003 e ha speso 980 milioni per il loro sviluppo finanziando 320 progetti correlati.

Per i cittadini e le imprese

“Con l’arrivo di una nuova generazione di velivoli a propulsione elettrica capaci di operare in un contesto urbano e regionale, abbiamo bisogno di verificare che, oltre al mantenimento della sicurezza nelle operazioni nei nostri cieli, le condizioni incontrino sia le aspettative degli operatori commerciali, sia i bisogni dei cittadini con riferimento particolare alla riservatezza e alla sicurezza.

Un business importante

La strategia Drone 2.0 di oggi non solo allarga la capacità dell’Europa di perseguire operazioni con i droni su larga scala, ma anche di offrire nuove opportunità, in particolare alle piccole e medie imprese. Con il giusto quadro in vigore, il mercato dei servizi legato ai droni in Europa potrebbe valere 14,5 miliardi di euro e creare 145mila posti di lavoro entro il 2030” ha dichiarato il commissario europeo per i Trasporti, Adina Vălean.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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