LA COLLABORAZIONE

Satelliti a orbita bassa, asse a tre Esa-Thales Alenia Space-QinetiQ

L’Agenzia Spaziale Europea ha siglato con la joint-venture franco-italiana e l’azienda britannica un contratto per studiare una nuova piattaforma destinata ad operare al di sotto dei 300 km di altitudine. Sprint allo sviluppo di un nuovo segmento della space economy

20 Lug 2022
Skimsat

L’Agenzia Spaziale Europea (Esa) punta su piccoli satelliti operanti a orbite terrestri molto basse (Vleo, Very Low Earth Orbit) che si appresta a studiare insieme a Thales Alenia Space e QinetiQ con le quali ha appena firmato un contratto che porterà a sviluppare una piattaforma multi-missione denominata Skimsat.

Una piattaforma modulare, flessibile e compatta

La nuova piattaforma permetterà di ridurre i costi in modo significativo, in particolare per attività di Osservazione della Terra con risultati superiori visto che, grazie all’orbita molto bassa, saranno ancora più efficaci di quelle oggi attuate dalle altitudini più elevate e anche dall’orbita bassa (Leo, Low Earth Orbit). Skimsat rappresenterà una piattaforma modulare, compatta, altamente flessibile e avrà un sistema di propulsione elettrico per contrastare la resistenza aerodinamica che, per quanto ridotta, è comunque presente e in ogni caso maggiore rispetto a quella che si trova ad orbite più elevate. A questo scopo, la prima immagine virtuale rivela la presenza di ali e forme studiate per ridurre la resistenza aerodinamica, decisamente inusitate per un satellite.

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Più bassa l’orbita, più bassi i costi

Le dimensioni ridotte permetteranno ai satelliti costruiti sulla piattaforma Skimsat di poter essere alloggiati facilmente all’interno dei moduli di lancio dei moderni lanciatori, anche quelli più piccoli riducendo ulteriormente i tempi e i costi di messa in orbita. Quest’ultimo aspetto sarà ulteriormente esaltato dal fatto che i satelliti Skimsat potranno essere rilasciati ad un’altitudine inferiore ai 300 km da dove opereranno. Si tratta dunque di una soluzione che ha il potenziale per sviluppare un nuovo modello di business e un nuovo segmento nella space economy fornendo ulteriore accessibilità allo spazio per il mondo delle imprese.

Tra Belgio e Regno Unito

Lo studio sarà finanziato da Esa nell’ambito Discovery Preparation and Technology Development e, come anticipato, condotto da Thales Alenia Space attraverso la propria sede nel Regno Unito insieme a QinetiQ, azienda britannica che opera nel campo della Difesa e negli anni scorsi ha già sviluppato una piattaforma per piccoli satelliti denominata Proba lavorando a contatto anche con l’Esa. Ha una sede anche ad Antwerp, In Belgio dove opererà il team di lavoro incaricato di individuare le caratteristiche e realizzare il dimostratore che sarà inviato in orbita molto bassa per la validazione del progetto e delle sue possibili applicazioni in vista della sua implementazione.

Vantaggi soprattutto per l’Osservazione della Terra

Il concetto di Skimsat è un’innovazione rivoluzionaria – ha affermato Andrew Stanniland, ceo di Thales Alenia Space UK – che cambierà completamente il mercato dell’Osservazione della Terra, sfidando il tradizionale utilizzo dell’alta quota che evita la resistenza aerodinamica e andando a creare un nuovo modello di business per l’imaging ad alta risoluzione, utilizzando cicli di vita e di esecuzione ridotti, con satelliti sul mercato a costi più contenuti”. Frank Preud’homme, responsabile delle vendite e dello sviluppo commerciale di QinetiQ in Belgio, ha dichiarato: “Siamo entusiasti dello sviluppo della piattaforma di prossima generazione per i satelliti. Siamo felici di poter offrire ai nostri clienti la qualità, l’affidabilità e il know-how delle piattaforme PROBA unitamente ai vantaggi del volo in orbita terrestre molto bassa“.

Lo Spazio ancora più vicino ed accessibile

Il significato più ampio rappresentato da Skimsat e dall’utilizzo dell’orbita molto bassa è invece sottolineato da Stefanie Kohl, Ingegnere di Sistema dell’Esa. “Questa attività di sviluppo – ha dichiarato – fornirà nuovi strumenti per affrontare le sfide relative ai voli in orbita terrestre molto bassa e per convalidare le esigenze specifiche che ne deriveranno. Questo aprirà nuove opportunità per applicazioni innovative sia per il mercato commerciale che per la comunità scientifica”.

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