ASTRONOMIA

MarSec2_V2, ecco la nuova stella variabile scoperta dal giovanissimo Lorenzo Sassaro

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Ha 16 anni l’astronomo che ha individuato, grazie all’osservazione diretta e all’analisi dei dati provenienti dal telescopio James Webb, il nuovo corpo celeste che si trova nella costellazione meridionale della Carena a 1.480 anni luce

Pubblicato il 28 Dic 2022

Nicola Desiderio

(Foto di Stefano Lora)

Le scoperte non hanno età. Lo dimostra Lorenzo Sassaro, 16 anni e studente al Liceo ‘Gian Giorgio Trissino’ di Valdagno (VI) il quale ha individuato la stella variabile MarSEC2_V2 all’interno della costellazione meridionale della Carena.

Una vera scoperta scientifica

La scoperta è già stata approvata dall’ente internazionale per le stelle variabili (Vsx, Variable Star Index dell’Aavso – American Association Variable Stars Observers) ed è stata possibile grazie alla passione di Lorenzo che frequenta il vicino Osservatorio astronomico di Marana di Crespadoro (Vi) presso il Marana Space Explorer Center (MarSEC), delegazione territoriale dell’Unione Astrofili Italiani (Uai) sotto sotto la guida degli esperti Ivo Peretto e Stefano Lora.

Grazie al telescopio James Webb

Il giovane studioso riesce a conciliare i propri impegni scolastici con l’attività di ricerca astronomica perlustrando il cielo notturno anche da casa ed è arrivato a scoprire la sua prima stella variabile grazie all’analisi dei dati provenienti da studi basati sulle informazioni fornite dal telescopio spaziale James Webb. La nuova stella variabile porta ora il nome del suo giovane scopritore accanto a quello “scientifico” assegnatogli dalla comunità internazionale.

Conciliare dovere e piacere

“Da qualche anno frequento l’osservatorio astronomico che si trova vicino casa, il MarSEC, nonostante la mia grande passione, gli impegni scolastici di questo momento non mi permettono di salire quanto vorrei in osservatorio per le nottate astronomiche di ricerca. Così ho chiesto al direttore della Ricerca, Ivo Peretto, se era possibile contribuire anche da casa” racconta Lorenzo Sassaro a proposito dell’attività che lo ha portato ad essere probabilmente il più giovane scopritore di una stella variabile.

Occhio puntato su Carena

“Fu grazie a questa mia richiesta che il direttore mi ha messo al corrente della possibilità di fare data-mining (analisi dei dati delle survey) e grazie a Stefano Lora ho iniziato un tutoraggio per imparare a cercare le stelle variabili e analizzarne i dati. Con Stefano – aggiunge Lorenzo – ho pensato di avviare un’indagine dei cieli dell’emisfero australe a partire dalla nebulosa Carena, zona di grande interesse astronomico e recentemente studiata dal James Webb Space Telescope”.

Scoperta a 1.480 anni luce

“L’attività di studio condotta da Lorenzo ha dato in tempi eccezionalmente brevi i suoi primi frutti, con grande stupore e soddisfazione dell’intero team di ricerca del MarSEC. La stella variabile individuata da Lorenzo si trova a 1.480 anni luce dalla Terra, ha una temperatura di 10.800 gradi e varia la propria luminosità con un periodo di un giorno e mezzo. Questi dati suggeriscono che si tratta in realtà di una coppia di stelle che interagiscono” ha spiegato Stefano Lora.

L’apertura del secondo catalogo

Proprio in virtù del grande risultato ottenuto da Lorenzo Sassaro e dalla grande dedizione dimostrata da altri giovani astronomi, il MarSEC ha pensato di aprire il suo secondo catalogo di stelle variabili per decisione del referente della Sezione di Ricerca “Stelle Variabili” dell’Uai (Unione Astrofili Italiani), Claudio Lopresti. La scoperta astronomica dà lustro anche a quest’ultima, capitanata localmente dallo stesso Stefano Lora del MarSEC e da Ivo Peretto.

Tanti giovani promettenti

“Siamo davvero orgogliosi di avere nel nostro staff ragazzi così giovani – ha dichiarato Peretto – che dedicano il loro tempo con passione e dedizione all’approfondimento di una materia come l’astronomia. Il mio ringraziamento va in primis a Lorenzo e alla sua famiglia, alla dott.ssa Maria Cristina Benetti, dirigente del Liceo ‘Gian Giorgio Trissino’ di Valdagno, che da sempre supporta con entusiasmo queste attività che certamente sono importanti e formative per gli studenti, e infine all’Uai per il sostegno alla ricerca sulle stelle variabili”.

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