IL PROGETTO

Sulla Stazione Spaziale internazionale arriva l’olio Evo made in Italy

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In orbita quattro campioni “monocultivar” che si aggiungo agli altrettanti già presenti sulla Iss per un esperimento che coinvolge Asi, Crea, Coldiretti e Unaprol. L’obiettivo è verificare gli effetti della permanenza nello spazio sulle caratteristiche degli olii

Pubblicato il 25 Lug 2022

Nicola Desiderio

Coldiretti

Quattro campioni di olio extravergine d’oliva italiano sono arrivati sulla Stazione Spaziale Internazionale e saranno oggetto di un progetto scientifico portato avanti dall’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con la Coldiretti, la Unaprol-Consorzio Olivicolo Italiano e il Centro CREA Olivicoltura Frutticoltura e Agrumicoltura di Rende, in provincia di Cosenza, che si occuperà del controllo costante dei dati.

Quattro extravergine da altrettanti cultivar

I quattro campioni di olio di oliva monocultivar (Carolea, Coratina, Itrana e Moraiolo) vanno ad unirsi ad altrettanti campioni dei quali si sta prendendo cura l’astronauta dell’Esa, Samantha Cristoforetti e che fanno parte del “bonus food” scelto per la missione Minerva. Tutti questi olii provengono da diverse regioni italiane, rappresentano l’immenso patrimonio di biodiversità che caratterizza il nostro paese e sono accomunati da un alto contenuti di antiossidanti naturali e di fenolo dell’olivo, indispensabili per chi è sottoposto a uno stress psico-fisico particolarmente intenso, come gli astronauti.

Gli effetti dello Spazio sull’olio

Il progetto ha l’obiettivo di studiare gli effetti della permanenza nello spazio sulle caratteristiche chimico-fisiche, sensoriali e nutrizionali dell’olio d’oliva attraverso un esperimento definito “originale ed inedito” del quale non sono stati forniti altri particolari. Si sa che i campioni di olio extravergine saranno riportati a Terra dopo 6, 12 e 18 mesi per essere confrontati con quelli rimasti sul pianeta e analizzarne l’eventuale influenza della microgravità e delle radiazioni presenti nello spazio sulla composizione dei metaboliti secondari – fenoli e tocoferoli (vitamina E). Sarà così possibile raccogliere dati sulla stabilità e sulla durata di conservazione dell’olio extravergine d’oliva in condizioni ambientali così diverse da quelle terrestri e anche il modo in cui la tipologia dei contenitori utilizzati a bordo della Iss possa influenzare tali parametri.

Un patrimonio naturale ed economico

La collaborazione con Coldiretti e Unaprol- Consorzio Olivicolo Italiano ha lo scopo di rimarcare l’importanza del patrimonio agroalimentare italiano, caratterizzato da una biodiversità unica a al mondo. Il nostro paese ospita infatti più di 500 varietà di olivo, 250 milioni di piante e il maggior numero di oli extravergine a denominazione di origine in Europa, con una produzione nazionale media di oltre 300 milioni di chili e una filiera che conta oltre 400 mila aziende agricole specializzate caratterizzate da produzioni di eccellente qualità. L’iniziativa dunque ha anche l’obiettivo di valorizzare una risorsa che ha un grande importanza sia per l’export del Paese, sia per il proprio valore nutritivo, secondo i princìpi di una corretta alimentazione, anche per quella degli astronauti.

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