INVESTIMENTI

Satcom, come sbloccare il potenziale? Nuova sfida industriale

Condividi questo articolo

I satelliti frontiera del business. È quanto emerge da un’analisi di Boston Consulting. Dall’agricoltura all’automotive passando per l’energia: ogni settore sarà impattato dalla rivoluzione. Importanti insight dai dati, miglioramento delle operations e della customer experience

Pubblicato il 13 Gen 2023

Nicola Desiderio

Lo spazio è la nuova frontiera per le aziende ed è la via per creare innovazione e valore attraverso la connettività satellitare, in particolare per il settore dei trasporti ed agricolo dove le applicazioni satellitari sono già ben presenti, ma presentano ancora un enorme potenziale per crescere nel business, ottimizzare i costi, migliorare l’operatività, sviluppare nuove applicazioni ed offrire un’esperienza superiore per i clienti.

Guardare in alto

È quanto emerge da Satellites Are the Next Frontier for Industrial Companies, rapporto elaborato dal Boston Consulting Group e che invita tutti i leader industriali alla ricerca di nuove opportunità a guardare in un’unica direzione: in alto. Secondo la celebre società di consulenza sono lo spazio e i satelliti per telecomunicazioni la chiave per permettere a chi produce beni di crescere in modo sostanziale.

Automotive e agricoltura

I primi settori a ricevere un impatto sono – e lo saranno anche in futuro – quello dell’agricoltura e dell’automotive, seguiranno la logistica, le costruzioni, l’energia e l’industria dell’estrazione. La connettività spaziale permetterà uno scambio di dati talmente esteso, abbondante e continuo da poter permettere funzioni autonome, far comunicare tutti i macchinari, migliorare i processi, distribuire prodotti e servizi in modi innovativi e offrire in definitiva una migliore esperienza al cliente finale.

La connettività integrata

La chiave per perseguire tali obiettivi è affidarsi ad una connettività integrata che coinvolga satelliti distribuiti su più orbite e coinvolga anche le reti terrestri, ma soprattutto che passi attraverso terminali che siano unici, controllabili direttamente e ad un costo accessibile. Ciò può essere realizzato affidandosi ad un partner esterno o realizzandolo direttamente, ma tra queste due soluzioni estreme ne esistono molte intermedie e ognuna valida a seconda delle strategie e dei bisogni.

I servizi traino della space economy

I satelliti già forniscono dati a molteplici settori e interessano già molti aspetti della nostra vita, come nel caso della tv e dei sistemi di localizzazione, ma vi sono ancora ampi margini per le aziende nell’integrare queste risorse nei loro modelli di business estendendo la loro copertura geografica praticamente senza limiti. Non a caso la space economy crescerà dai 416 miliardi di dollari ai 1.000 miliardi del 2040, e al suo interno, la parte dei servizi e operativa, passerà da 241 a 687 miliardi.

Alta, media o bassa

Dunque le applicazioni terrestri di tecnologie e dati provenienti dallo spazio cresceranno in proporzione di più rispetto all’intero settore. La fonte saranno i satelliti geostazionari, che sono in rapida evoluzione tecnologica, insieme a quelli in orbita bassa e media che sono meno costosi, ma hanno una vita più breve e devono agire in costellazioni più numerose. Dal 2020 al 2029 il ritmo dei loro lanci si è quintuplicato rispetto al decennio precedente e il 90% di essi è rappresentato da piccoli satelliti.

Capacità decuplicata

Grazie a questa miriade di unità operative in orbita, la capacità di trasmissione dei satelliti si decuplicherà nel 2023 offrendo maggiore ampiezza di banda e minore latenza ad un prezzo inferiore grazie alla crescente competitività tra operatori sempre più agguerriti e numerosi. Inoltre, ulteriore potenziale è offerto dalle reti ibride, in particolare integrando lo standard 5G, sia quello trasmesso dallo spazio sia quello che viaggia su reti terrestri. Quest’ultime sono meno costose, ma il gap con le satellitare sta diminuendo.

La convergenza delle reti

La convergenza tecnologica sarà un fattore abilitante che permetterà di coprire in modo efficace ed efficiente aree geografiche prima impossibili da raggiungere, come quelle montane, desertiche e marittime, allargando automaticamente la clientela potenziale e facendo dialogare continuamente sistemi e mezzi. Questo darà il modo non solo di raggiungere efficienze operative, attraverso l’analisi dei dati e l’eventuale gestione attraverso sistemi di intelligenza artificiale, ma anche di aumentare il numero e la qualità dei servizi a disposizione dei clienti.

La catena del valore

La connettività satellitare e quella ibrida dunque permettono di ottimizzare l’esistente e anche di liberare nuove risorse migliorando l’offerta dei servizi, sviluppando il business verso aree diverse e controllandone i diversi segmenti. In questo modo, si segue il processo di crescente digitalizzazione e si migliora l’interazione anche con i fornitori e la catene di approvvigionamento il cui controllo è altrettanto fondamentale per la creazione di nuovo valore.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati