COMPETENZE

Space and Science Technology, a Trento il Dottorato nazionale

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In campo 20 università e 7 centri di ricerca, percorso multisciplinare per creare specialisti dotati di una formazione completa per potenziare l’ecosistema italiano. A coordinare il corso il fisico Roberto Battiston, presidente dell’Asi dal 2014 al 2018

Pubblicato il 11 Lug 2022

Nicola Desiderio

Roberto Battiston

Lo Spazio ha ora anche il suo dottorato. Nasce a Trento, si chiama Corso di Dottorato Nazionale in Space Science and Technology, vi partecipano 20 università e 7 centri di ricerca nazionali ed è coordinato dal professor Roberto Battiston (in foto), fisico e già presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana tra il 2014 e il 2018.

Una nuova generazione di specialisti per la space economy italiana

Lo scopo del dottorato è semplice: formare una nuova generazione di specialisti capaci di dare il proprio contributo in un settore multidisciplinare che è collegato sempre di più all’economia, all’industria, all’ambiente e alla società, ma soprattutto ha nell’Italia uno dei pochi paesi al mondo dotati di una tradizione e di una filiera completa dello spazio. L’obiettivo specifico è la formazione di giovani dottori di ricerca nel campo delle scienze, dell’ingegneria, della tecnologia e delle relazioni internazionali nel settore spaziale, attraverso l’acquisizione e lo sviluppo di conoscenze, capacità e competenze attraverso lezioni e contenuti formativi, laboratori ed opportunità di stage, offerti da un gran numero di università ed enti di ricerca nazionali ed internazionali. La garanzia è nell’eccellenza dei contenuti, nella grande varietà di profili formativi personalizzati e nella possibilità di costruirsi un solida rete di relazioni professionali.

Durata triennale, in remoto, in Italia e all’estero

Il dottorato in Scienze e Tecnologie Spaziali ha durata triennale, è articolato in 7 diversi curricola ed è svolto tutto il lingua inglese, per i primi due anni attraverso corsi in remoto cui segue un semestre per l’attività di ricerca sull’argomento della tesi di dottorato presso la sede che ha fornito la borsa, usufruendo anche di periodi presso altre sedi in Italia. L’altro semestre prevede invece che l’attività sia svolta all’estero secondo un piano di ricerca discusso con il referente del curriculum e approvato da Collegio dei Docenti. Il risultato deve essere una tesi dai contenuti originali e innovativi e il dottorando deve sviluppare la capacità di svolgere attività di ricerca in modo autonomo accanto alla capacità di comunicare efficacemente i risultati e i metodi utilizzati ad un pubblico internazionale, in forma orale e scritta. Dunque non solo eccellenti scienziati, ma anche comunicatori e professionisti capaci di trasportare le conoscenze in contesti applicativi di livello globale.

Ci sono 38 posti, quasi tutti con borsa

Sono disponibili 38 posti dei quali solo uno privo di borsa. A questa pagina si trovano le informazioni e i collegamenti per il bandi, il regolamento e le scadenze tra cui quella più importante: la presentazione della domanda, fissata per l’8 agosto prossimo alle ore 16, con la raccomandazione a compilare il modulo di domanda con congruo anticipo. “L’Italia ha una importante tradizione nel settore spaziale che oggi è rappresentata da una filiera completa che va dalla formazione universitaria, alla ricerca, all’industria, con capacità realizzative che vanno dalle costellazioni di piccoli satelliti alle telecomunicazioni, dalla scienza fondamentale alla tecnologia, dai servizi di osservazione della terra a quelli di lancio. L’ingente investimento del Pnrr nel settore spaziale – ha dichiarato Roberto Battiston – conferma l’impegno del paese in questo settore, rendendo il Dottorato Nazionale Sst uno strumento attuale per contribuire a formare la nuova generazione di specialisti che parteciperanno alla rivoluzione del “new space” a cui assistiamo in Italia e nel mondo”.

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