SPACE INNOVATION HUB

Spazio, triplicati i fondi annuali per l’Italia. Ora la spinta all’ecosistema

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Per il presidente dell’Agenzia spaziale Saccoccia “il Pnrr è un’opportunità straordinaria”. Il budget salito da 300 milioni a 1 miliardo l’anno. Comparini (Thales Alenia Space): “Il nostro Paese ha ruolo chiave nella missione per il ritorno sulla Luna”. Biagioni (Avio): “Incredibile aumento della domanda mondiale”

Pubblicato il 09 Set 2022

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Un’opportunità straordinaria per l’industria aerospaziale. Così Giorgio Saccoccia, presidente dell’Asi, ha definito il Pnrr. Infatti il piano nazionale per rilanciarne l’economia dopo la pandemia ha permesso di triplicare i fondi annuali a disposizione dell’agenzia spaziale italiana.

Parlando allo  “Space Innovation Hub”, al Palazzo dei Congressi di Roma, Saccoccia ha detto che “tre anni e mezzo fa, il budget annuale dell’Asi era al massimo intorno ai 300 milioni all’anno. Ora tra piano triennale e fondi Pnrr siamo quasi a 1 miliardo all’anno. È un’opportunità straordinaria per l’industria italiana di dimostrare quanto siamo bravi, efficienti e capaci di gestire risorse moltiplicate in maniera significativa e di crescere ulteriormente”.

Come saranno utilizzati i fondi dell’Asi

Il numero uno dell’Asi ha spiegato che i fondi del Pnrr potrebbero essere utilizzate per finanziare “incubatori alle start up che propongono soluzioni innovative”. Saccoccia ha aggiunto che “stanno anche nascendo fondi di investimento con specifico interesse sul settore spaziale”, sottolineando che l’industria spaziale è “distribuita in modo abbastanza omogeneo sul territorio nazionale, con realtà importanti sia al Nord sia al Centro sia al Sud”.

“L’Italia avrà un ruolo chiave per il ritorno dell’uomo sulla Luna”

L’Italia “è uno dei paesi leader” nel settore dell’esplorazione spaziale. Nella cornice dell’“Space Innovation Hub”, Massimo Comparini, ceo di Thales Alenia Space, ha osservato che, insieme alla Nasa, “l’Italia riveste un ruolo di primo piano nel ritorno dell’uomo sulla Luna”. Il programma americano Artemis prevede infatti una presenza continua degli astronauti. Comparini ha spiegato che il nostro satellite naturale diventerà “un laboratorio dove costruiremo infrastrutture per creare una vera e propria economia planetaria. Torniamo sulla Luna per restarci e per lavorare. Dobbiamo costruire le infrastrutture, a partire da una stazione spaziale che ruoterà nell’orbita cislunare. E su questo l’Italia attraverso investimenti del governo e dell’Asi sta fisicamente costruendo la stazione spaziale lunare. Pur essendo parte del segmento della Nasa, siamo noi i costruttori dell’infrastruttura”.

Thales Alenia Space Italia è infatti una delle aziende protagoniste del programma di esplorazione lunare con “un modulo pressurizzato in grado di ospitare gli astronauti anche durante tutte le fasi della loro vita quotidiana”. Un’infrastruttura, ha rivendicato Comparini, “realizzata a Torino per l’85% con filiera tecnoligica italiana”.

Settore aerospaziale, incredibile aumento della domanda mondiale

Il settore dell’aerospazio registra un “incredibile aumento della domanda mondiale” legata “a tutta una serie di servizi sulla terra che però utilizzano dati provenienti dallo spazio”, ha spiegato Marco Biagioni, direttore geneale di Avio, intervenendo a “Space Innovation Hub”: “Siamo pronti per la sfida nei prossimi 10 anni, siamo tra i leader del settore e intendiamo restarci”.

“Abbiamo un piano – ha continuato – che prevede il primo step nel 2026 quando vedrà la luce il Vega-E, il successore di Vega -C dotato di un motore green. Abbiamo anche in cantiere tutta una serie di sviluppi tecnologici che metteranno a punto tecnologie in grado andare verso sistemi riutilizzabili”.

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