LA MILESTONE

Ast SpaceMobile, prima chiamata satellitare con uno smartphone “universale”

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È la prima volta che si ottiene una connessione vocale verso un dispositivo mobile non dotato di specifiche funzioni per la ricezione del segnale “spaziale”. Una pietra miliare raggiunta con il supporto di Vodafone, Rakuten e AT&T, che apre opportunità di accesso alla banda larga a livello globale. Utilizzato il satellite BlueWalker 3. La chiamata Texas-Giappone con un Samsung Galaxy S22

Pubblicato il 27 Apr 2023

Nicola Desiderio

AST SpaceMobile smartphone antenna

Il momento in cui utilizzeremo il nostro telefono cellulare come un satellitare si avvicina sempre di più. Ast SpaceMobile ha infatti portato a termine con successo la prima sperimentazione della storia di chiamata vocale bidirezionale utilizzando il proprio satellite BlueWalker 3 (BW3) e due normali smartphone: un Samsung Galaxy S22 e un iPhone.

Parlare tra Texas e Giappone

La chiamata è stata effettuata da Midland, nello stato americano del Texas, dove la Ast ha il proprio quartier generale, a Tokyo dove si trova invece la sede della Rakuten, uno dei suoi partner strategici, insieme ad AT&T, che ha fornito la propria banda. All’esperimento ha partecipato anche la Vodafone, anch’essa partner strategico alla pari di American Tower, Cisneros e Telefonica. Ci sono poi i partner tecnici con i quali vi sono accordi tecnici, come gli altri gestori di rete sparsi nel mondo tra cui c’è anche Tim Brasil.

I piani e le problematiche

Il successo dell’esperimento apre nuove prospettive per la Ast SpaceMobile che negli ultimi tempi ha dovuto affrontare diversi problemi. Il primo riguarda la scelta del vettore di lancio. La prima era per una Soyuz, ma i noti fatti dell’Ucraina hanno costretto a cercare un altro operatore, trovato in SpaceX. Primo fra tutti, il ritardo nella consegna del suo primo satellite BW3 che è stato lanciato solo lo scorso 10 settembre mentre per gli i primi cinque BlueBird dei 110 totali previsti si parla dell’inizio del 2024.

Programmi in ritardo

Il piano originario parlava di 20 unità entro l’anno e di completamento entro il prossimo con un ritmo di produzione di 6 satelliti al mese. Tale programma è chiaramente da rivedere e i ritardi stanno mettendo a rischio le licenze sperimentali ottenute dalla International Communication Union (Itu) che scadevano il 22 novembre scorso. Il 4 novembre è stata chiesta una proroga che evidentemente è stata concessa, ma i cui termini temporali non sono stati resi diffusi.

Antenne come un appartamento

Come è noto, i satelliti di Ast SpaceMobile sono enormi antenne (nella foto) con una superficie di 69 mq dotate superiormente di pannelli fotovoltaici per la loro alimentazione e inferiormente di tante piccole antenne capaci di captare il segnale emesso dai telefoni cellulari terrestri e di distribuirlo a sua volta alle reti di superficie attraverso pacchetti di dati nella bande Q e V. Il test, condotto il 20 aprile scorso, dimostra che la tecnologia funziona e può potenzialmente coprire con la rete 4G e 5G tutti i punti del globo.

Copertura globale

Al momento, Ast Mobile ha accordi, tra definitivi e allo stato di lettere di intenti, con 27 operatori terrestri che le permetterebbero di servire 1,8 miliardi di utenti tra cui anche quelli italiani. La promessa è di raggiungere i 5 miliardi di utenti potenziali che oggi soffrono il digital divide. E non finisce qui perché, dopo i messaggi (primo test nel 2020) e le chiamate, ci saranno test che riguardano anche le videochiamate e la trasmissione dati completando il gruppo di servizi minimi.

A caccia di denaro

Il denaro in cassa per farlo non manca – ci sono 239,3 milioni di liquidità, secondo l’ultimo bilancio – ma per mettere in orbita tutta la costellazione necessaria ne serve molto di più: per il primo blocco di 5 unità ci vogliono 100-110 milioni di dollari e i soldi in cassa sono sufficienti, ma per il secondo blocco composto da 20 satelliti la stessa Ast SpaceMobile ha stimato un costo compreso tra 550 e 650 milioni di dollari. La speranza è che il successo dei test e l’arrivo del quadro regolatorio al quale la Federal Communications Commission (Fcc) sta lavorando anche insieme all’azienda di Midland, possa dare agli investitori tutte le sicurezze del caso.

È solo il primo passo

“Realizzando ciò che molti consideravano impossibile, abbiamo raggiunto la pietra miliare più significativa nella nostra ricerca di offrire la banda larga cellulare dallo spazio” ha commentato Abel Avellan. “mentre ci prendiamo un momento per festeggiare questo risultato straordinario – conclude il chairman e ceo di AST SpaceMobile – rimaniamo concentrati  sul percorso che ci aspetta e sui passi successivi che saranno fondamentali per avvicinarci sempre di più al nostro obiettivo di trasformare il modo in cui il mondo comunica”.

Tra passato e futuro

Mickey Mikitani, chairman e ceo di Rakuten sottolinea il valore di questa tecnologia “lungo la strada della democratizzazione della connettività per tutti” mentre Vodafone e AT&T inseriscono questo risultato nella loro storia. Margherita Della Valle, chief executive di Vodafone Group ricorda come la sua azienda fu la protagonista del primo messaggio inviato 30 anni fa mentre Chris Sambar, capo della AT&T Network ricorda che l’azienda americana è stata protagonista della storia della telefonia sin dalla sua nascita, 147 anni fa, accompagnandone tutte le evoluzioni, anche quelle spaziali che, alla luce anche dei test di Ast, sono le più promettenti.

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