L'APPALTO DECENNALE

Banda ultralarga: per Inmarsat contratto da 578 milioni con la Marina Militare Usa

Esteso l’accordo già in atto. L’operatore aggiornerà la rete in banda Ka integrandola con l’infrastruttura Elera a banda L e i servizi di raccolta informazioni, sorveglianza e riconoscimento

19 Ago 2022

Nicola Desiderio

InmarsatNavy

Inmarsat sarà il fornitore di servizi commerciali di connettività a larga banda di prossima generazione per il Navy Military Sealift Command (Msc, il corpo che si occupa del trasporto per la Marina Militare) degli Stati Uniti anche per i prossimi 10 anni. Il contratto, che estende un altro già esistente, ha un valore di 578 milioni di dollari ed è stato accordato dalla Defense Information Systems Agency alla Inmarsat Government, azienda del gruppo britannico che ha però sede a Reston, nello stato americano della Virginia.

Aggiornamento della rete

La somma fissata dall’accordo è in realtà il tetto massimo possibile poiché quantità e modalità di consegna dei servizi non sono definiti, ma sicuramente è previsto che Inmarsat Government provveda ad operare e manutenere l’infrastruttura per le comunicazione commerciali per Msc, includendo i sistemi satellitari, i teleporti e i servizi di Terra. A questo scopo, il fornitore aggiornerà la propria rete galleggiante dalla banda Ku alla GX (Global XPress) che si trova all’interno della banda Ka integrandola senza soluzione di continuità con la rete Elera a banda L e i servizi di raccolta informazioni, sorveglianza e riconoscimento. In questo modo, il sistema è in grado di offrire velocità, sicurezza e affidabilità a livello globale con strutture compatte e leggere.

Contratto on demand e pay per use

La natura del contratto – che non pone vincoli di quantità e garantisce massima flessibilità – indica che i servizi saranno praticamente “on demand” e secondo una logica “pay per use”. Msc dunque potrà richiedere servizi in tempo reale e, allo stesso modo, monitorarne il costo. L’accordo prevede un livello di servizio minimo molto solido che riguarda anche gli utenti finali e permette di modificare in modo assai veloce sia la larghezza di banda in base ai bisogni sia di allocarla su diversi segmenti. Incluso c’è anche un servizio di assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 che si trova all’interno della struttura di supporto del Network Operations Center della Marina. Insomma un contratto di fornitura gestito in modo molto stretto con il proprio cliente.

Nel segno della continuità

“Inmarsat Government è molto orgogliosa di aver fornito soluzioni di comunicazione satellitare solide e facilmente fruibili a Msc nel corso dell’ultimo decennio. Pensiamo di potere offrire lo stesso eccellente livello di servizio attraverso una transizione naturale dal momento che offriamo soluzioni altamente affidabili di comunicazione satellitare commerciale in tutto il mondo. I nostri collaboratori sono impegnati nel fornire a Msc miglioramenti significativi nelle comunicazioni satellitari gestendo servizi che includono la copertura, l’affidabilità, la resilienza e la portata fino all’utente finale” ha dichiarato Susan Miller, Ceo e presidente di Inmarsat Government.

Più forte prima di essere comprata

Con questa operazione Inmarsat si rafforza alla vigilia dell’acquisizione da parte di Viasat che però è ancora sotto la lente delle autorità britanniche, sia l’antitrust sia il governo stesso che vuole valutare le implicazioni dell’accordo sulla sicurezza nazionale. Allo stesso scopo, anche l’Unione Europea ha avviato indagini analoghe visto che Viasat ed Inmarsat operano anche sul mercato comune. È invece tutto da vedere l’impatto sul valore della transazione fissato in 7,3 miliardi di dollari una cui parte cospicua è costituita da 46,36 milioni di azioni di Viasat il cui valore è attualmente intorno ai 39 dollari, ben al di sotto dei 67 dollari che porterebbe la porzione di capitalizzazione promessa a Inmarsat ai 3,1 miliardi pattuiti.

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