IL PROGETTO

SpaceX pronta a portare Internet satellitare sugli scuolabus Usa

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Elon Musk ha messo nel mirino i fondi per la connettività a scuola: “I mezzi di trasporto devono diventare spazi di apprendimento”

Pubblicato il 28 Set 2022

Nicola Desiderio

SpaceX sta puntando agli scuolabus per fornirli di Internet a larga banda attraverso la propria rete satellitare Starlink. La richiesta è arrivata giovedì scorso sul tavolo della Federal Communications Commission (Fcc) che sta cercando in questo periodo di portare la connettività sui mezzi scolastici sfruttando i fondi dell’E-Rate program.

I soldi per la scuola Usa

Con questo nome ci si riferisce al Schools and Libraries Universal Service Support Mechanism, il programma federale per l’adozione di nuove tecnologie a scopi didattici ed educativi. I soldi vengono dal fondo di servizio universale e, a questi, si sommano 7,2 miliardi di dollari dell’Emergency Connectivity Fund. Una montagna di soldi sulla quale SpaceX ha messo gli occhi, forte del permesso da parte di Fcc per equipaggiare del proprio servizi anche i mezzi di trasporto, natanti e aerei compresi.

L’Internet satellitare si sta muovendo

L’azienda di Hawthorne non ha perso tempo stabilendo accordi con compagnie aeree come Royal Caribbean, Hawaiian Airlines e JSX e vede nei mezzi pubblici un’ulteriore opportunità. SpaceX si sta già muovendo con sperimentazioni che coinvolgono quegli studenti che sugli scuolabus devono passare almeno un’ora per l’andata e altrettanto per il ritorno. Secondo la Fcc inoltre ci sono 17 milioni di studenti che non hanno Internet a casa e per i quali la disponibilità di Internet sul bus che li porta da casa a scuola e viceversa è un tempo che può essere utilizzato anche in chiave didattica ed inclusiva.

Gli scuolabus come un’aula scolastica

“La stragrande maggioranza delle studenti che frequentano non avranno accesso alla banda larga ad alta velocità a casa. Collegando gli scuolabus – recita la lettera inviata da SpaceX alla Fcc – permetterà agli studenti di ottimizzare i loro tempi di trasferimento per l’utilizzo educativo di Internet, così come per il tempo speso con la famiglia, gli amici o le attività ricreative”. L’obiettivo dell’azienda di Elon Musk è dimostrare che gli scuolabus sono un luogo di apprendimento al pari di un’aula o di una biblioteca per rendere il proprio servizio ammissibile ai finanziamenti per la scuola.

Il rimbalzo della palla della Rosenworcel

C’è anche un’altra circostanza che fa il gioco di SpaceX. Lo scorso maggio la presidentessa dell’Fcc, Jessica Rosenworcel, ha proposto di utilizzare l’E-Rate program per equipaggiare gli scuolabus con hotspot wi-fi. A tale circostanze fa appello la lettera. “SpaceX sollecita la Commissione ad adottare la bozza di regolamento della presidentessa e apportare velocemente i cambiamenti necessari alla lista dei servizi ammissibili [ai finanziamenti, ndr] per includere i servizi e le apparecchiature come le antenne di SpaceX che possono fornire immediatamente Internet sugli scuolabus” recita la missiva.

Il costo di Internet sugli scuolabus

La proposta provvisoria della Roseworcel alloca 35 milioni di dollari a questo scopo, oggettivamente troppo poco per i circa 500.000 scuolabus che servono 26 milioni di studenti. E per questo, alla luce di una nuova valutazione tecnica, SpaceX punta ad una fetta di denaro pubblico molto più grossa e prendersi una rivincita – almeno parziale – dopo che la Fcc gli ha negato l’accesso ai fondi per portare Internet nelle zone rurali. Attualmente, l’abbonamento per veicoli stradali è di 135 dollari al mese ai quali sommare 599 euro per l’antenna e il sistema di ricetrasmissione. Per i natanti la quota mensile è di 5.000 euro e per il servizio domestico c’è anche il livello premium. La valutazione economica per gli scuolabus dovrà tenere conto di queste quotazioni, ma di certo non potrà basarsi su una media di 70 dollari a bus.

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