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Iss, l’esperimento di un liceo di Padova a bordo della Stazione

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Realizzato per partecipare al concorso “Astro PI Mission Space Lab” dell’Esa, il progetto di ricerca dei ragazzi dell’istituto Romani Bruni mira a misurare la correlazione tra la salute dell’aria e quella delle piante

Pubblicato il 09 Mag 2022

Nicola Desiderio

Un esperimento ideato e programmato da un team di studenti del liceo scientifico “Romano Bruni” di Padova è stato ospitato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) nell’ambito del progetto “Astro PI Mission Space Lab” realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa), in collaborazione con la Raspberry Pi Foundation, al quale hanno partecipato 799 gruppi di lavoro di tutta Europa.

Il gruppo patavino di studenti superiori è formato da Eleonora Brogio, Sara Mazzuccato, Francesco Pellicari, Benedetta Scuttari ed Elia Stellin guidati dall’insegnante Andrea Ferraresso. La sfida era ideare un esperimento e programmare il computer Astro Pi affinché raccogliesse i dati necessari per condurlo. I ragazzi del Bruni hanno perciò deciso di dimostrare la correlazione tra salute dell’aria e la salute delle piante utilizzando il Normalized Difference Vegetation Index (Ndvi), ricavato attraverso le immagini raccolte dalla Iss e inviate a Terra per essere analizzate dagli studenti.

“Durante la pandemia, per via dei lockdown la qualità dell’aria dovrebbe essere migliorata. La nostra ricerca – dicono i ragazzi – vuole dimostrare la correlazione tra miglioramento della qualità dell’aria e miglioramento della salute delle piante. Per dimostrarlo il team userà l’indice Ndvi, che riesce a calcolare la salute delle piante. Il programma che abbiamo inviato sulla Iss permetterà di raccogliere foto della Terra ogni 10 secondi, e altri dati relativi alla loro geolocalizzazione. Le foto e i dati sono ciò che l’Iss trasmetterà all’Esa e che questa invierà a noi. Attraverso l’analisi matematica dei colori delle foto ricevute sarà calcolato l’indice NDVI e confrontato con quelli degli anni precedenti. Lo combineremo con i dati relativi alla qualità dell’aria nei corrispondenti luoghi”.

“Ho colto l’occasione della sfida Astro Pi dell’Esa per verificare, con soddisfazione, il grado di coinvolgimento delle studentesse e degli studenti messi a lavorare insieme verso un obiettivo ‘alto’, oltre le conoscenze nozionistiche, per superare i problemi che dovevano via via affrontare. In un mondo che diventa sempre più complesso, allenare i ragazzi al problem solving interdisciplinare è una necessità di cui la scuola deve avere un ruolo centrale” ha affermato il professor Ferraresso che, insieme ai suoi ragazzi, sta lavorando al progetto dallo scorso settembre per rendere l’esperimento operativo nei mesi di aprile e maggio ed elaborare una relazione finale. l’Esa proclamerà entro giugno il gruppo vincitore di questa affascinante sfida che ha il merito di portare sulla Iss non solo la scienza delle università e degli istituti di ricerca più ricchi e prestigiosi, ma anche quella praticata dai ragazzi al di sotto dei 19 anni.

Ha voluto esprimere il proprio plauso anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “I giovani veneti guardano al progresso, sanno stare al passo con i tempi, anticipando anche il futuro. Ne abbiamo conferma dai ragazzi del liceo scientifico Bruni di Padova, ideatori di un esperimento spaziale sulla qualità dell’aria e delle piante. Con il loro impegno hanno dimostrato che la scuola può avere un ruolo centrale anche nella ricerca e nel contributo alle sfide più alte dell’uomo. Mi congratulo con tutti gli allievi che hanno preso parte al progetto e con gli insegnanti che li hanno seguiti. Pensare che l’impegno a tutela dell’ambiente terrestre possa passare per una missione spaziale a molti può ancora sembrare fantascienza; siamo di fronte a studenti che hanno già dimostrato di vivere questo millennio da protagonisti”.

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