IL RICONOSCIMENTO

Luca Parmitano si aggiudica il premio Gal Hassin 2022

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Per l’astronauta italiano dell’Esa anche cittadinanza onoraria dal comune di Isnello nel Parco della Madonie dove ha sede il Centro Internazionale per le Science Astronomiche e che ha ha ricevuto la certificazione per il “cielo stellato più bello d’Italia” dalla Fundación Starlight dell’Instituto de Astrofísica de Canarias

Pubblicato il 17 Ago 2022

Nicola Desiderio

Luca Parmitano

Luca Parmitano riceverà 18 agosto il premio Gal Hassin 2022 e la cittadinanza onoraria di Isnello, comune in provincia di Palermo che ospita l’omonimo Centro Internazionale per le Science Astronomiche ed ha ricevuto la certificazione del cielo stellato più bello d’Italia dalla Fundación Starlight dell’Instituto de Astrofísica de Canarias in Spagna.

La motivazione del premio

Nella motivazione espressa si legge: “Pilota e astronauta, che esplora il futuro superando sfide e barriere senza mai risparmiarsi. Pioniere entusiasta che coinvolge e appassiona le nuove generazioni; primo italiano a compiere una passeggiata spaziale, si è distinto per il suo coraggio come pilota e come astronauta; protagonista dell’avventura dell’esplorazione dello spazio, per estendere la presenza umana oltre i confini della Terra, racconta che il nostro pianeta, visto dall’alto, non ha confini, e che è un bene fragile da proteggere”. Tra le motivazione non citate c’è ovviamente il fatto che Parmitano è siciliano essendo nato a Paternò (CT). Per l’occasione, l’astronauta italiano dell’Esa visiterà il Gal Hassin in forma assolutamente privata e sarà disponibile a parlare con i bambini, i ragazzi e coloro che saranno presenti all’evento.

Un filo d’oro e un torrente freddo

Il premio, giunto alla sua XIV edizione e promosso dalla Fondazione Gal Hassin – il cui nome viene da Gal come Galassia e Hassin come il nome che gli arabi diedero a Isnello e che in lingua siriaca vuol dire “torrente freddo” – consiste in un filet in filo d’oro realizzato gratuitamente da una ricamatrice di Isnello che rappresenta una galassia a spirale e quest’anno sarà assegnato anche a Marcello Fulchignoni, professore emerito, per aver fondato e diretto il gruppo di Planetologia presso il Laboratorio di Astrofisica Spaziale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e ad Antonio Presti, artista, imprenditore e mecenate. Nel passato lo hanno ricevuto Corrado Lamberti, i Premio Nobel per la Fisica George F. Smooth e Michael Mayor, Roberto Battiston, Paolo Nespoli, Piero Bianucci e Margherita Hack.

Margherita Hack fu l’ispiratrice

E fu proprio l’astronoma fiorentina, come ricorda il presidente della fondazione, Giuseppe Mogavero, a suggerire le finalità del Gal Hassin. “Il Gal Hassin è prima di tutto un’operazione culturale, ci dedichiamo alla didattica e alla divulgazione e mettiamo in contatto direttamente le persone, gli studenti con gli esperti, gli studiosi, gli astrofisici senza il filtro di altri media o dei social. Il fine è quello che ci suggerì Margerita Hack nel 2009: fate una cosa diversa, che unisca in tempi immediati ricerca, divulgazione e conoscenza. Il nostro obiettivo è generare e immettere in coloro che vengono qui la curiosità e la passione per l’astronomia, un mondo ricchissimo”.

Una realtà in crescita

Il Gal Hassin, oltre ad essere una realtà didattica e divulgativa – ha avuto negli anni oltre 50mila visitatori – è anche una realtà scientifica nata nel 2016, che ha collaborazioni con Asi ed Esa in particolare per i progetti che riguardano gli asteroidi pericolosi per il pianeta – i cosiddetti Neo, Near Earth Objects – e gli esopianeti come la missione Exolock. Sta dunque consolidando sempre di più la propria reputazione a livello internazionale, sia per le proprie attività sia per le possibilità di osservazione e studio offerte da uno dei cieli meno inquinati dal punto di vista luminoso d’Europa.

Il nuovo occhio FlyEye sul vicino Monte Mufara

Per questo il prossimo passo riguarda il nuovo osservatorio sul Monte Mufara, situato a 1.865 metri nel comune di Petralia Sottana, nel pieno del parco delle Madonie, e che ospita uno dei quattro telescopi FlyEye di Esa – tutti costruiti da un consorzio capeggiato dalla italiana OHB – per monitorare proprio gli oggetti che si muovono in prossimità della Terra con fare più o meno minaccioso, compresi i detriti spaziali, ma anche stelle simili al Sole, pianeti potenzialmente abitabili e supernove. Il progetto però ha bisogno di un sostengo finanziario a lungo termine “perché – come ricorda Mogavero – quando fai ricerca in questo settore serve una copertura lunga 20 anni”.

Una Space Economy delle piccole cose

Interessante anche il progetto economico che il comune di Isnello sta costruendo intorno al Gal Hassin e che guarda al turismo naturalistico ed astronomico. “Stiamo lavorando per migliorare l’aspetto turistico e di accoglienza – ha dichiarato il sindaco Marcello Catanzaro – collaborando con consulenti esperti e l’Università europea del turismo per mettere a frutto gli immobili sfitti e inutilizzati per creare il cosiddetto paese albergo. Ci sono tutti i presupposti per un lavoro importante che faccia di questo territorio un centro di riferimento mondiale nel campo dell’astronomia. E anche grazie al Pnrr abbiamo la possibilità di immaginare un futuro diverso per il nostro territorio”. È la dimostrazione che la Space Economy non è solo un fenomeno industriale o che interessa solo le grandi aeree metropolitane e i grandi investimenti, ma può riguardare anche la microeconomia e realtà come i parchi, i piccoli centri e il turismo dei borghi.

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