DIFESA

Satelliti militari capaci di “difendersi”: il piano degli Usa

Nel documento “Space Test Enterprise Vision” la US Space Force valuta in 89 milioni di dollari le risorse necessarie per nuove strutture di sviluppo e collaudo e costruire una nuova generazione di guardiani del cielo pronti a proteggersi da attacchi armati

12 Mag 2022

La US Space Force si prepara a sviluppare satelliti militari capaci di difendere se stessi in orbita dagli attacchi portati con armi. Lo prevede lo “Space Test Enterprise Vision”, documento pubblicato lo scorso 10 maggio con il quale il corpo statunitense dedicato allo spazio annuncia anche di aver chiesto un finanziamento 89 milioni di dollari per la creazione di nuove infrastrutture di sviluppo e collaudo adeguate allo scopo.

La nuova struttura, denominata National Space Test and Training Complex (Nsttc), sarà dotata di personale specializzato per sviluppare questo nuovo tipo di satelliti e altri sistemi poiché quelli attuali, alla luce degli scenari attuali e futuri, non appaiono più adeguati. “Svolgiamo attività di collaudo e addestramento per le capacità nello spazio da anni – ha dichiarato il generale David Thompson – ma nel passato non ci siamo mai dovuti preoccupare di minacce specifiche sul campo e non abbiamo mai dovuto provare le capacità dei nostri sistemi contro tali minacce o addestrare i nostri guardiani per operare di fronte ad esse”. I satelliti dunque, da arma strategica per la raccolta di informazioni, si preparano a diventare armi essi stessi, per il momento solo in chiave tattica difensiva.

Il nuovo Nsttc farà affidamento, più che in passato, a sistemi digitalizzati per le attività di collaudo e addestramento, ma avrà bisogno anche di infrastrutture ‘reali” per la piena validazione dei nuovi sistemi. Il documento anzi prevede la definizione di un protocollo unico di sviluppo che integri, all’interno della stessa struttura, tutte le attività previste, siano esse virtuali e reali. La stesura di questo capitolato per l’Nsttc sarà affidata, d’accordo con il Pentagono, allo Starcom (Space Training and Readiness Command) condotto al generale maggiore Shawn Bratton. “Pensiamo di poter integrare tutte le attività di collaudo – ha dichiarato l’ufficiale – e questo ci permetterà di essere più efficienti, veloci e di accelerare la fase di collaudo del processo di acquisizione [dei dati sull’efficacia dei sistemi]”.

Per portare avanti lo sviluppo di questi satelliti e sistemi di nuova generazione, saranno ovviamente coinvolte aziende che già lavorano con enti governativi nel campo spaziale e della Difesa. La US Space Force prevede inoltre che il loro fabbisogno crescerà nei prossimi anni con la conseguenza che vi sarà destinato un budget sempre maggiore. Non sono state invece rivelati i tempi entro cui l’Ntscc diventerà operativo né quando saranno pronti i nuovi satelliti, destinati a supportare gli Usa nella supremazia militare dello Spazio difendendola da minacce sempre più probabili. Quella più incombente è quella che proviene dalla Russia che, distruggendo un proprio satellite con un missile balistico lo scorso novembre, ha già dimostrato di poter colpire da Terra un oggetto nello spazio. E di poterlo ridurre in oltre 1.500 pezzi.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5