DIFESA SPAZIALE

Missione Hera, pronto il nanosatellite italiano Milani

Intitolato all’astronomo scomparso nel 2018 e costruito a Torino dalla Tyvak International, sarà parte della missione dell’Esa per studiare il sistema binario di concerto con la missione Dart della Nasa. Fondamentale per entrambe il contributo della tecnologia e dell’industria tricolore

22 Giu 2022

Nicola Desiderio

Hera

Il nanoatellite Milani ha completato il critical design review ed è dunque pronto per essere integrato all’interno del satellite madre Hera dell’Esa per raggiungere il sistema binario di asteroidi 65803 Didymos e osservarlo da vicino. Sarà infatti la prima sonda dell’umanità a studiare a distanza ravvicinata un asteroide binario: il corpo principale ha un diametro di 780 metri, quello più piccolo è da 163 metri ed è stato battezzato Dimorphos.

Insieme a Dart all’interno di Aida

La missione Hera rientra nell’accordo di collaborazione Aida (Asteroid Impact and Deflection Assessment) che coinvolge ESA, l’agenzia spaziale tedesca Dlr (Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt e.V.), l’Observatoire de la Côte d´Azur, la John Hopkins University Applied Physics Laboratory e la Nasa. Proprio quest’ultima ha approntato, di concerto con l’Esa, il progetto Dart (Double Asteroid Redirect Test) per studiare come deviare eventualmente un asteroide nel caso vi fosse la possibilità di impatto con il nostro pianeta. Lo scorso 24 novembre ha dunque fatto partire dalla base di Vandemberg una missione a bordo di un vettore Falcon 9 di SpaceX che il prossimo 22 settembre raggiungerà Didymos a 10 milioni di km dalla Terra colpendolo ad una velocità di 21.000 km/h orari.

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Tutto parte da Torino

Dieci giorni prima, la sonda rilascerà il satellite LiciaCube (Light Italian Cubesat for Imaging of Asteroids) che osserverà gli effetti dell’impatto. LiciaCube è firmato dall’Asi ed è realizzato da Argotec, azienda di Torino dove è stato sviluppato e costruito anche il Milani dalla Tyvak International, azienda del gruppo statunitense Terran Orbital Corporation. Il satellite Milani prende il nome da Andrea Milani, matematico e astronomo italiano morto nel 2018 e pioniere dello studio dei rischi legati agli asteroidi ed entrerà in azione non prima del 2026. Il lancio infatti del vettore Ariane 6 che porterà la missione Hera nello spazio è previsto nel 2024 e il primo contatto con Didymos avverrà due anni dopo. Il satellite madre è in costruzione in Germania presso la Ohb di Brema che, oltre a Milani, porterà con sé un altro “figlio” denominato Juventas della danese GOMspace il cui compito sarà prendere le misure, la posizione e la velocità dell’asteroide doppio attraverso i suoi sofisticati sensori radar.

Gli occhi italiani su Didymos

Il Milani avrà invece il compito di studiare la morfologia e la composizione dei due corpi rocciosi. A bordo infatti avrà tre strumentazioni. La prima è l’imager ipespettrale Aspect (realizzato da Vtt in Finlandia) in grado di rilevare la luce riflessa (anche nella banda vicina all’infrarosso) per capire quali minerali siano contenuti in Didymos e Dimorphos. Il secondo è Vista (Volatile In-Situ Thermogravimetre Analyser) ed è stato sviluppato in Italia dall’Istituto Superiore di Astrofisica: è un rilevatore di polveri capace di individuare la loro presenza anche con particelle da 5-10 micrometri in acqua e monitorare la contaminazione molecolare che circonda il satellite. Il terzo è un sistema di riflettori laser sviluppati anch’essi in Italia dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e che permetteranno di misurare con esattezza il campo gravitazionale dell’asteroide, insieme a telemetro laser di cui Hera è equipaggiato. Si può dunque affermare che gli occhi più vicini e importanti per osservare Didymos batteranno bandiera Tricolore, sia dal versante americano sia da quello europeo.

Tecnologie innovative in tempi record

“La progettazione e la costruzione del satellite Milani da parte di Tyvak International consentirà di acquisire informazioni estremamente preziose per le future missioni di deviazione degli asteroidi. Siamo entusiasti che l’Esa ci abbia affidato questo privilegio e non vediamo l’ora di continuare a progettare, costruire, consegnare e gestire soluzioni satellitari all’avanguardia che rendano il nostro pianeta un posto più sicuro in cui vivere” ha dichiarato Marc Bell, cofondatore, presidente e amministratore delegato di Terran Orbital. “Siamo entusiasti della maturità raggiunta dallo sviluppo del satellite Milani in così poco tempo. La capacità di Tyvak International non solo di raggiungere questo importante traguardo, ma di farlo sviluppando nuove tecnologie avanzate con i suoi partner, è senza precedenti. Non vediamo l’ora di continuare questa avventura e di lanciare Milani verso Didymos” ha aggiunto Ian Carnelli, responsabile del progetto Hera all’ESA.

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