IL PROGETTO

Mappare l’acqua sulla Luna, l’Università di Oxford in pole position

Una telecamera termica costruita dal Dipartimento di Fisica dell’ateneo britannico farà parte integrante della Lunar Trailblazer della Nasa programmata per il 2024. L’obiettivo è verificare la distribuzione sulla superficie lunare per comprendere al meglio le caratteristiche del ciclo idrico a supporto delle future missioni umane

18 Ago 2023

Paolo Marelli

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Mappare la presenza dell’acqua sulla Luna: a questo servirà il Lunar Thermal Mapper (Ltm) messo a punto dall’Università di Oxford. Questo strumento, che rappresenta una pietra miliare nell’esplorazione spaziale, sarà installato sulla navicella Lunar Trailblazer della Nasa nel centro della Lockheed Martin Space in Colorado. La partenza del Lunar Trailblazer è prevista per il 2024.

Studiare il suolo lunare

La fotocamera all’avanguardia, realizzata con il supporto dell’Agenzia spaziale britannica, mapperà la temperatura superficiale e la composizione della superficie lunare con una risoluzione di circa 50 metri. In combinazione con l’High-resolution Volatiles and Minerals Moon Mapper (Hvm3) del veicolo spaziale, aiuterà gli scienziati a determinare l’abbondanza, la posizione e la forma dell’acqua della Luna.

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La sonda Lunar Trailblazer

Entrambi gli strumenti sono stati ora installati sulla sonda Lunar Trailblazer: un piccolo satellite largo solo 3,5 metri con i suoi pannelli solari completamente aperti. Questo cercherà prove di acqua sulla superficie lunare per fornire mappe per guidare i futuri esploratori robotici e umani, compresi gli sbarchi degli astronauti nell’ambito del programma Artemis. L’acqua sulla Luna potrebbe essere utilizzata in vari modi, dalla purificazione come acqua potabile al trattamento per combustibile e ossigeno respirabile.

L’obiettivo della missione

L’Ltm utilizzerà quattro canali infrarossi a banda larga per fornire mappe della temperatura della superficie lunare che vanno da circa -163°C a 127°C. Lo strumento utilizzerà anche undici stretti canali infrarossi per mappare piccole variazioni nella composizione dei minerali silicati che costituiscono le rocce e il suolo della superficie lunare. Ciò fornirà maggiori informazioni sulla composizione della superficie lunare e dove l’acqua potrebbe essere potenzialmente trovata. Nel frattempo, l’Hvm3 (costruito dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa nel sud della California) rileverà e mapperà la forma, l’abbondanza e le posizioni dell’acqua sul paesaggio lunare misurando le impronte digitali spettrali (lunghezze d’onda della luce solare riflessa).

Dati cruciali per future esplorazioni

Il professor Neil Bowles, instrument scientist per Ltm del Dipartimento di fisica dell’Università di Oxford, ha detto che “i dati della missione ci aiuteranno a capire come l’acqua viene trasportata attraverso la superficie e potenzialmente catturata in trappole fredde vicino ai poli lunari, consentendo il follow-up della futura esplorazione robotica umana”.

Mezzo secolo di ricerche

Per il Planetary Experiments Group del Dipartimento di Fisica dell’Università di Oxford, la costruzione dell’Ltm è l’ultimo risultato in una storia di 50 anni di sviluppo di componenti per il volo spaziale e delle telecamere di mappatura termica a infrarossi, comprese le missioni su Marte, Saturno e la Luna.

Libby Jackson, head of space exploration presso l’Agenzia spaziale del Regno Unito, ha spiegato che “la missione Lunar Trailblazer migliorerà la nostra comprensione del nostro satellite naturale e di come potremmo sfruttare le sue risorse per sostenere la sua esplorazione in futuro”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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