IL PROGETTO

Space economy, l’Esa crea una Luna “gemella”

In collaborazione con il Centro Aerospaziale tedesco, l’agenzia sta costruendo a Colonia un edificio dove si replicano le condizioni del satellite con l’obiettivo di addestrare gli astronauti

25 Gen 2022

Nicola Desiderio

L’uomo non potrà costruire il paradiso in terra, ma può fare una Luna artificiale per addestrare astronauti e testare nuove tecnologie. Il progetto si chiama appunto Luna e sta sorgendo a Colonia, in Germania presso il Centro Astronauti Europeo (Eac) dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) in collaborazione con il Centro Aerospaziale tedesco (Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt abbreviato in Dlr). L’idea di replicare l’habitat naturale della luna è nata nel 2015, ma il progetto ha avuto diversi problemi tra cui quello, difficilmente prevedibile, delle lucertole, ma ora finalmente sembra avviato alla fase finale con il completamento dell’edificio che ospiterà Luna alla fine dell’estate.

La sala principale di Luna conterrà un’area di 700 mq ricoperta di regolite, realizzata con un simulante di polvere lunare chiamato Eac-1, e sarà dotata di un’illuminazione controllabile per consentire una replica fedele delle condizioni della superficie lunare e degli esperimenti. Luna consentirà la simulazione delle condizioni di illuminazione durante un ciclo lunare giorno-notte così come diverse posizioni sulla superficie lunare, concentrandosi inizialmente sulle caratteristiche delle aree polari. Ulteriori sale preparatorie, infrastrutture di supporto e un laboratorio, porteranno l’intera area della struttura a circa 1.000 mq. Adiacente ci sarà anche un modulo abitativo denominato Future Lunar EXploration Habitat (FLEXHab) che rappresenterà quello che potrebbe essere un modulo lunare di base dove vivranno e lavoreranno gli astronauti. L’edificio principale sarà alimentato ad energia solare, così come il FLEXHab che potrà contare anche su celle a combustibile alimentate ad idrogeno.

Il Luna permetterà varie attività: simulazione di addestramento ed esplorazione degli astronauti; simulazione, verifica e operazioni di sistemi robotici; interazioni uomo-macchina, comprese attività scientifiche, creazione e manutenzione di infrastrutture, nonché processi operativi e procedure di emergenza; applicazioni di realtà virtuale (Vr) e realtà aumentata (Ar); ricerca e sviluppo di materiali, strumenti e processi produttivi, compresi l’utilizzo della polvere lunare e l’uso di materie prime locali sulla Luna noti come utilizzo in loco delle risorse (Isru, In-Situ Resource Utilisation) e sistemi energetici rigenerativi. L’ambizione europea è quella di addestrare al centro Luna di Colonia tutti i futuri astronauti diretti alla Luna, fornendo la possibilità di simulazioni complete di missioni lunari a terra in un ambiente pertinente con gli strumenti reali ed il supporto operazionale.

Luna beneficerà anche della vicinanza alle strutture e alle competenze del Centro Astronauti Europeo dell’Esa e degli istituti di ricerca Dlr, come l’Istituto di Operazioni Spaziali e Addestramento Astronauti, con la sua esperienza nell’utilizzo di satelliti e moduli nello spazio, e l’Istituto di Medicina Aerospaziale. “Il Centro Astronauti Europeo offre attualmente l’addestramento per astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, nonché addestramento in analoghi di missione sia in terreni che sott’acqua. Luna colmerà il divario tra la Stazione Spaziale e l’addestramento analogo esistente per prepararsi a sfide lunari eccezionali come le capacità di trasporto, la mobilità sulla superficie, le configurazioni per le comunicazioni e l’autonomia, e l’ambiente ostile dovuto alla polvere sulla Luna” spiega Juergen Schlutz, responsabile del progetto dell’Esa.

L’Esa è, come è noto, partner del programma Artemis della NASA e Luna potrà essere di grande interesse anche per molti partner commerciali e internazionali che preparano alle missioni lunari con equipaggio. Proprio per questo, è progettato per essere un centro aperto a ricercatori e sviluppatori da tutto il mondo. “All’Esa possiamo già attingere a una pluriennale esperienza derivante dall’addestramento degli astronauti, nonché dall’esplorazione umana e robotica dello spazio e, con l’aiuto di Luna e del nostro partner Dlr – conclude Schlutz – miriamo a trasferire tutto questo e a mettere l’Europa sulla mappa dei preparativi per la Luna ed infine Marte”.

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