OSSERVAZIONE DELLA TERRA

Hypermeteo, il database satellitare per monitorare il clima

La startup di Rovereto tiene a battesimo la terza sede dove sta portando avanti un progetto di collaborazione con l’Università di Trento per la creazione di un entro dati che consentirà di mappare l’evoluzione climatica e fornire servizi personalizzati a istituzioni e aziende

13 Dic 2022

Nicola Desiderio

Hypermeteo

Hypermeteo ha inaugurato una terza sede operativa dopo quella legale di Roma e di quella operativa di Due Carrare (Padova). La start-up dell’analisi dei dati metereologici da marzo 2022 si è infatti attrezzata con una terza business unit nello storico edificio delle Zigherane dell’hub green di Trentino Sviluppo a Rovereto la cui inaugurazione si è tenuta lo scorso 7 dicembre insieme al convegno dal titolo “Tecnologia e cultura del clima che cambia”.

Il convegno per l’inaugurazione

Vi hanno partecipato Dino Zardi, professore all’Università di Trento, Marco Cristoforetti ricercatore senior modelli predittivi per la biomedicina e l’ambiente (Mpba) della Fondazione Bruno Kessler, Andrea Piazza previsore di Meteotrentino, Marica Sartori direttrice di Co.Di.Pr.A. (Consorzio Difesa dei Produttori Agricoli), Andrea Berti direttore di Asnacodi, la consigliera Vanessa Masè in rappresentanza della Provincia autonoma di Trento e il fondatore di Hypermeteo, Massimo Crespi.

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In collaborazione con l’Università di Trento

La nuova sede trentina di Hypermeteo ospita al momento due tecnici, ma la previsione è di salire a sei quando l’attività entrerà a regime. In cottura, insieme al corso di Meteorologia dell’Università di Trento, c’è un nuovo progetto per la creazione di un innovativo database che consentirà il monitoraggio del cambiamento climatico e lo sviluppo di servizi personalizzati per supportare le aziende nei processi decisionali e nell’analisi del rischio meteorologico.

Dare risposta ai cambiamenti climatici

“Hypermeteo – spiega il presidente della startup Massimo Crespi – è una startup innovativa in grado di rispondere a diverse esigenze: calare questa grande mole di dati meteorologici e climatici nel tessuto economico e sociale dei territori, fornire risposte concrete ai decisori, ma anche alla rete microeconomica delle aziende che devono adeguarsi alle policy dell’emergenza climatica e delle transizioni necessarie per la decarbonizzazione; e, non ultimo, raggiungere in questo modo anche le esigenze espresse dalla società e dai cittadini”.

Sviluppare nuove competenze

La meteorologia oggi dispone di risorse inimmaginabili fino a poco tempo fa, per monitorare in tempo reale la situazione dell’atmosfera, elaborare previsioni a breve termine, trasmetterle in tempo reale attraverso una rete di dispositivi diversi. Ma per utilizzare queste risorse al meglio occorrono: una preparazione professionale, competenze sempre aggiornate sulle tecnologie e padroneggiare i mezzi di comunicazione. Tutte queste sono opportunità per i nuovi laureati in meteorologia, e per le imprese che investono in questo settore” ha affermato il professor Dino Zardi dell’Università di Trento.

La raccolta e la gestione dei dati

I dati, per tutti i portatori di interesse della filiera agricola sono una risorsa fondamentale. Per sfruttarli appieno servono infrastrutture, condivisione, studi. Un esempio concreto è quello che stiamo facendo come Asnacodi Italia: al fianco di Condifesa stiamo sfruttando i dati, meteorologici in primis, che ci stanno permettendo di trovare soluzioni sempre più innovative e sostenibili per tutti. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a creare un progetto comune di condivisione ed impiego intelligente del dato al fine di favorire un processo di vera resilienza per il nostro comparto” ha aggiunto Andrea Berti, direttore di Asnacodi Italia.

La creazione di un sistema condiviso

“Come consorzio – gli fa eco la direttrice di Co.Di.Pr.A. Marica Sartori – abbiamo un’importante mole di dati che devono essere valorizzati e sfruttati. A tal fine, stiamo portando avanti un progetto di digitalizzazione che ci ha già permesso di utilizzare il patrimonio di dati in nostro possesso e, inoltre, siamo riusciti, grazie alla collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento, a sincronizzare i dati contenuti nel Fascicolo Aziendale, il tutto in piena ottica di efficientamento del sistema”.

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