IL PROGETTO

Osservazione della Terra: in orbita Swot, il “termometro” globale delle acque

Il satellite Nasa-Cnes fornirà una grande quantità di dati sullo scambio di calore tra oceani e atmosfera. Si punta a realizzare per la prima volta modelli bidimensionali in grado di misurare la correlazione con i cambiamenti climatici

19 Dic 2022
SWOT

Swot è in orbita e farà una radiografia della temperatura delle acque di tutto il mondo per scoprire i meccanismi dello scambio di calore con l’atmosfera e dunque anche quelli correlati ai cambiamenti climatici. Il Surface Water and Ocean Topography (Swot) è una missione di Nasa e Cnes, in collaborazione con Csa e Uksa, e un satellite di Osservazione della Terra costruito da Thales Alenia Space che è partito dalla base di Vandenberg, in California, a bordo di un vettore Falcon 9 di SpaceX alle ore 3:46 locali del 15 dicembre scorso.

Una missione fondamentale

Una missione importante a tal punto da essere una delle quattro per il 2022 della Nasa Earth Science, una delle 15 indicate come fondamentali dal National Reasearch Council per i prossimi 10 anni e da costituire uno degli argomenti di conversazione tra Kamala Harris ed Emmanuel Macron nel corso della sua ultima visita a Washington. Swot è stato ultimato a Cannes in settembre ed è stato poi trasferito negli Stati Uniti per essere alloggiato nell’ogiva che lo ha portato nella sua orbita definitiva, a 850 km di altitudine in meno di un’ora. Un’altra mezz’ora abbondante e il centro Cnes di Tolosa ha confermato la piena operatività del satellite.

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Scansione del 90% della superficie

I punto di forza di Swot sono i suoi sensori, ovvero l’interferometro KaRIn ad ampio fascio, progettato dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl), dotato di altimetro a doppia frequenza Poseidon realizzato dalla stessa Thales Alenia Space, e il radar ad apertura sintetica in banda Ka grazie ai quali offrirà, per la prima volta, un’immagine bidimensionale larga ben 120 chilometri con una risoluzione orizzontale di 50-100 metri. Swot potrà osservare fiumi larghi almeno un metro, piccoli laghi e ovviamente oceani e mari sul 90% della superficie terrestre.

La prima mappa bidimensionale

Grazie a tutti i dati raccolti, Swot effettuerà una mappa completa delle acque terrestri almeno due volte ogni 21 giorni permettendo di stabilire modelli bidimensionali – finora erano solo lineari, da un punto all’altro – dalla precisione inedita sulla circolazione degli oceani e su come essi assorbano il calore e la CO2 dall’atmosfera. Gli scienziati infatti ritengono che finora le grandi masse d’acqua che separano le masse continentali abbiano avuto un ruolo di contenimento nell’aumento delle temperature causate dalle emissioni di anidride carbonica di origine antropica assorbendo il 90% dell’eccesso di calore.

La correlazione calore-clima

La questione fondamentale sulla quale gli studiosi si attendono da Swot informazioni cruciali è capire il punto oltre il quale gli oceani, una volta raggiunto il punto di saturazione, inizieranno viceversa a liberare calore trasformandoli in termosifoni naturali in grado di intensificare ulteriormente il riscaldamento terrestre. Con conseguenze ancora più forti su clima di quante non siano già visibili. Il satellite Nasa-Cnes aiuterà anche a misurare l’impatto dell’innalzamento degli Oceani sulle coste. I primi risultati si vedranno già tra qualche mese, ma ci vorranno tre anni per capire a pieno la correlazione tra oceani e i cambiamenti sul clima e l’andamento delle stagioni.

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