L'INTERVENTO

Umbria Aerospace, Tonti: “Focus su formazione e internazionalizzazione”

Fondato nel 2008 da sei imprese, il distretto conta ad oggi su 31 aziende, per un fatturato complessivo di circa 500 milioni di euro. Per il futuro attenzione rivolta a riduzione dell’impatto ambientale e incremento dell’efficienza dei mezzi

28 Nov 2022

Daniele Tonti, Presidente di Umbria Aerospace Cluster e Chief Strategy Officer di OMA

La Regione Umbria, tra i propri punti di massima eccellenza, può vantare la presenza di un polo industriale aerospaziale che ha scritto pagine di storia importanti nella produzione aeronautica italiana. La Regione ospita infatti un cluster industriale che nel tempo si è ritagliato un ruolo molto rilevante nella complessa filiera aerospaziale nazionale e internazionale.

Umbria Aerospace Cluster (UAC), questo il nome dell’associazione che rappresenta l’industria regionale umbra operante nei settori dell’aeronautica, dello spazio e della difesa. Fondata nel 2008 da 6 aziende leader del settore, l’associazione conta ad oggi 31 aziende con un fatturato complessivo di circa 500 milioni di euro. Il suo obiettivo consiste nel favorire processi di crescita e collaborazione per le aziende associate, promuovendo processi di internazionalizzazione, formazione, innovazione e sviluppo.

Il Cluster fa dell’internazionalizzazione il suo punto di forza, grazie ad un portafoglio clienti che annovera tutti i più importanti Oem (Original Equipment Manufacturer) globali. Uac è anche formazione attraverso collaborazioni importanti con l’Università degli Studi di Perugia e l’Istituto Tecnico Superiore Umbria Academy, con cui si realizzano collaborazioni e progetti al fine di inserire i laureandi, neolaureati e tecnici nel mondo del lavoro. La parola chiave che unisce le aziende umbre sotto un unico ideale è, quindi, condivisione.

Condividere progetti e strategie è fondamentale per favorire la crescita di un comparto di eccellenza, che si caratterizza per dinamismo e capacità di innovazione.

In questo contesto macroeconomico avverso e al contempo sfidante che stiamo vivendo, la pianificazione strategica delle singole aziende aderenti è un fattore determinante di successo e deve essere un catalizzatore positivo per la crescita di tutte le altre imprese aderenti al Cluster. Fare ecosistema è funzionale allo scambio di know-how, a far nascere collaborazioni tra imprese di grandi dimensioni, PMI, startup innovative e centri di ricerca, fattori essenziali per la costruzione di un percorso di crescita virtuoso a beneficio di tutti gli stakeholders coinvolti.

Con all’incirca 3.000 dipendenti, il Cluster annovera tra le sue associate aziende capaci di sostenere e dare successivamente il supporto necessario al cliente e al prodotto durante il suo intero ciclo di vita. Come accennato tra le battute iniziali di questo articolo, le aziende dell’Uac, integrando ricerca e sviluppo, sviluppo tecnico, ingegnerizzazione industriale, produzione e servizi di Mro (Maintenance, Repair and Overhaul), hanno potenziale e mezzi per creare, produrre e manutenere un aereo completamente in autonomia, rendendo l’Umbria un volano di innovazione per il futuro.

La riduzione dell’impatto ambientale e l’incremento dell’efficienza dell’aeromobile sono i due principali driver sui quali l’Uac e il settore tutto stanno puntando per essere pronti alle sfide che ci riserva il futuro. In un mondo sferzato da continue crisi, che ci spinge a rivolgere un continuo sguardo al futuro, una Regione come l’Umbria può riuscire a “volare” solo tenendo in considerazione da dove viene e dove sta andando: le sue radici come base per l’innovazione futura, al fine di portare davvero l’Umbria al centro del mondo … e dei cieli.

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