IL CASO

Bezos frena sulla stazione spaziale con Sierra: altre priorità

Condividi questo articolo

Secondo indiscrezioni Blue Origin è in procinto di sciogliere l’accordo. Già da inizio anno è partita la riassegnazione del personale impegnato nel progetto Orbital Reef. Virata verso il nuovo lander lunare oggetto di un contratto con la Nasa

Pubblicato il 03 Ott 2023

Orbital Reef

Blue Origin, l’azienda aerospaziale fondata dal miliardario Jeff Bezos, frena sulla stazione spaziale da realizzare con la società Sierra Space, tanto che prevede di sciogliere la partnership imprenditoriale costituita anni fa per la sua costruzione. Il proprietario di Amazon avrebbe dichiarato di avere altre priorità più urgenti.

All’inizio di quest’anno, infatti, Blue Origin ha riassegnato la maggior parte dei suoi dipendenti che lavoravano all’innovativo progetto di Orbital Reef, una stazione spaziale commerciale che l’azienda di Bezos aveva pianificato di costruire con Sierra Space, società aerospaziale del Colorado.

Il personale è stato destinato ad altri programmi, come il nuovo contratto di Blue Origin per il lander lunare con la Nasa e un progetto di mobilità spaziale.

Un portavoce di Blue Origin ha dichiarato che Sierra rimarrà un partner di Orbital Reef, ma non ha voluto precisare in quale veste.

Sostituire la Iss

La vicenda legata al personale di Orbital Reef mostra lo stato di incertezza dei piani industriali di Blue Origin per la costruzione di una nuova stazione spaziale privata che sostituisca la Stazione Spaziale Internazionale (Iss), vecchia di due decenni, opera di più agenzie spaziali governative e costata più di 100 miliardi di dollari.

Inoltre il capo dei programmi di sviluppo di Blue Origin che supervisiona Orbital Reef, Brent Sherwood, intende lasciare l’azienda entro la fine dell’anno. Un passo indietro confermato anche dall’azienda.

Partnership nata nel 2021

Nel 2021, Blue Origin aveva annunciato la sua partnership con Sierra Space per la costruzione di Orbital Reef, quello che sarebbe dovuto essere una sorta di “parco commerciale nello Spazio” in orbita bassa, con un laboratorio scientifico in microgravità per aziende e agenzie governative e una destinazione turistica in cui gli astronauti avrebbero vissuto.

Collaborazione in crisi

Un mese dopo l’annuncio, Sierra Space aveva avviato una raccolta di fondi per un valore di 1,4 miliardi di dollari, dei quali un terzo destinato a finanziare Orbital Reef. Ma negli ultimi tempi la collaborazione fra le due aziende si è inasprita, a causa di litigi e disaccordi tra i dirigenti delle società.

C’è infine da segnalare che alcuni dipendenti di Blue Origin che avevano lavorato a Orbital Reef sarebbero stati assegnati a un programma segreto di “mobilità spaziale” per sviluppare satelliti manovrabili.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati