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D-Orbit si prende 11 ride share a bordo del Falcon 9 di SpaceX

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In prossimità dell’operazione con Breeze Holdings per l’ingresso in borsa, la società di Fino Mornasco si è assicurata un gran numero di slot per portare a termine i 13 voli previsti nel 2023. Si punta a mandare in orbita 22 veicoli

Pubblicato il 03 Giu 2022

Nicola Desiderio

D-Orbit

Per D-Orbit si avvicina sempre i più il momento della quotazione in borsa, nel frattempo lancia un altro messaggio ai mercati con l’annuncio di essersi assicurata 11 porte in ride share a bordo dei vettori Falcon 9 di SpaceX per il 2023 per i suoi veicoli di trasporto orbitali Ion Satellite Carrier.

Obiettivo: 22 veicoli in orbita entro il 2023

In questo modo, l’azienda di Fino Mornasco conferma l’accelerazione già mostrata nella prima fase di quest’anno durante la quale ha già effettuato 3 lanci, ovvero quanti già fatti in precedenza fin dal settembre 2020, e si appresta a concluderne altrettanti entro la fine del 2022. Con i 13 voli previsti per l’anno successivo, D-Orbit si avvia ad avere 22 veicoli spaziali in orbita che le consentiranno nuovi servizi ad elevato valore aggiunto ai propri clienti, tra cui capacità di archiviazione e elaborazione dati in orbita, che sfrutteranno i payload proprietari ospitati all’interno delle future generazioni di veicoli spaziali Ion.

Ion per sé e per terze parti

Gli 11 slot sono stati acquisiti attraverso il broker di lancio italiano ‘impulso.space’ e permetteranno di avere un passaggio verso lo spazio del suo Ion, un veicolo di trasferimento orbitale in grado di trasportare un lotto di piccoli satelliti tra un’orbita e l’altra e di rilasciarli individualmente su posizioni orbitali distinte. Il veicolo è in grado dunque di ospitare molteplici payload proprietari, ma anche di terze parti, che possono essere utilizzati per mesi dopo la fine della fase di rilascio della missione. Con l’intensificazione della propria attività di lancio, D-Orbit va incontro alla crescente domanda di servizi di consegna spaziale ultimo miglio da parte di aziende bisognose di portare in orbita le proprie strumentazioni, le start-up che vogliono sperimentare nuove tecnologie o enti di ricerca che hanno in corso un programma di sperimentazione.

Si continua con SpaceX

Secondo D-Orbit, il sistema dell’Ion permette di ridurre i tempi tra il lancio e l’inizio delle operazioni del payload dell’85% e una riduzione dei costi di lancio fino al 40% per le costellazioni. “Con la tecnologia del nostro Ion Satellite Carrier, una serie di missioni di successo e capacità di espansione, D-Orbit si è affermata come partner affidabile per le complesse esigenze di missione dell’industria spaziale. D-Orbit – ha dichiarato il chief commercial officer, Renato Panesi – è sulla buona strada per raggiungere gliobiettivi di missione per i prossimi due anni e ci stiamo assicurando questi slot aggiuntivi con SpaceX per garantire di poter soddisfare la crescente domanda dei nostri servizi di lancio e rilascio in orbita. Non vediamo l’ora di continuare la nostra collaborazione con il team di SpaceX mentre costruiamo l’infrastruttura sostenibile per alimentare la New Space Economy”.

Italiana di diritto lussemburghese

Dimostrando la validità operativa delle proprie tecnologie, l’acquisizione di un portafoglio clienti e la disponibilità di spazi per terzi, D-Orbit si prepara ad affrontare la collocazione in borsa nelle migliori condizioni possibili per esprimere il proprio valore. A quest’ultimo contribuiscono la presenza con i propri uffici anche in Portogallo, Regno Unito e Usa e la certificazione B-Corp che la D-Orbit è la prima azienda al mondo ad aver ottenuto, grazie all’impegno nel perseguire modelli di business redditizi e, allo stesso tempo, rispettosi dell’ambiente e socialmente utili. L’operazione, portata avanti insieme alla Breeze Holdings, condurrà alla costituzione di una società anonima di diritto lussemburghese.

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