IL PIANO

Industria spaziale, Arabia Saudita nuova Terra promessa

Crescita record per l’economia di Riad che favorisce gli investimenti delle società estere nel comparto Space. L’obiettivo è di attrarre il 50% delle risorse del settore entro il 2030. Due accordi già siglati: con il gigante dei cieli Boeing e con la società di formazione spaziale Orbite

26 Ott 2022

Paolo Marelli

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L’Arabia Saudita si candida a diventare il nuovo regno dell’industria spaziale. L’ambizioso piano messo a punto dalla monarchia islamica è di attrarre una massiccia quantità di investimenti stranieri per un settore ritenuto strategico per il futuro. Non a caso, a margine della conferenza Future Investment Initiative (Fii6) che si è svolta nella capitale Riad, il Ministero degli investimenti (Misa) ha appena firmato due accordi nel settore aerospaziale che mirano a ritagliare un ruolo di leadership del Paese a livello globale. 

Due accordi già siglati e nuovi in arrivo

Il grande e ricco Stato islamico, guidato da re Salmān, scommette sulla space economy. Tanto che ha siglato un’intesa con l’americana Boeing, gigante del settore aerospaziale, e con la società locale Tasnee, produttore di metalli avanzati come il titanio da impiegare nell’industria avionica. Il secondo accordo è stato raggiunto con la Orbite, società statunitense specializzata nell’addestramento di astronauti allo scopo di sviluppare il turismo spaziale.

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Al di là questi due accordi, l’obiettivo dell’Arabia Saudita è più ambizioso e mira a calamitare nel Regno, entro il 2030, il 50% delle spese del settore aerospaziale e della difesa. Come? Favorendo gli investimenti stranieri, dalle grandi multinazionali alle piccole e medie imprese. Per questo motivo è stato creato nel 2021 il National Investment Strategy (Nis) che, nella sua fase di lancio, punta ad attirare nel Paese islamico oltre 10 miliardi di dollari di investimenti industriali. 

Crescita record per l’economia saudita

L’Arabia Saudita ha assistito a un forte incremento degli investimenti diretti esteri (Ide) negli ultimi anni poiché le riforme economiche del Regno hanno sbloccato una vasta gamma di opportunità per gli investitori internazionali. Nel 2021 la crescita netta degli Ide è aumentata di un 257,2%, una percentuale senza precedenti, con afflussi per un totale di quasi 20 miliardi di dollari, la cifra più elevata degli ultimi dieci anni. Uno slancio che continua anche nel 2022, dato che si registra un rialzo del 10% su base annua nel primo trimestre.

Secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi), l’Arabia Saudita dovrebbe essere l’economia del G20 in più rapida crescita quest’anno, in parte grazie anche alle radicali riforme che favoriscono le imprese. Il suo Pil è previsto in aumento del 7,6%, il balzo più alto in quasi un decennio.

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