L'INIZIATIVA

Leonardo scommette sulle startup “spaziali”: via alla Business Innovation Factory

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Realizzato in collaborazione con LVenture Group, l’acceleratore selezionerà 30 aziende emergenti in grado di proporre e sviluppare soluzioni tecnologiche in grado di allargare il ventaglio di servizi digitali della holding

Pubblicato il 26 Gen 2022

Nicola Desiderio

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Anche Leonardo si dota del suo acceleratore di start up. Si chiama Business Innovation Factory (Bif), è stato sviluppato con LVenture Group e si propone di selezionare 30 aziende emergenti nei prossimo 3 anni in grado di proporre e sviluppare soluzioni tecnologiche ad alto potenziale che possano allargare il ventaglio di servizi digitali offerti dall’azienda italiana leader nel campo aerospaziale.

Le candidature per il 2022 sono aperte, oltre all start up ance a spin-off universitari e internazionali. Dovranno pervenire entro il 14 marzo sul sito www.leonardoaccelerator.com e dovranno vertere su due ambiti. Il primo è la servitization, e riguarda lo sviluppo di soluzioni e piattaforme per la data collection e la data exploitation in grado di permettere creazione e erogazione di servizi innovativi in modalità Anything-as-a-service (Xaas). Nel secondo sono comprese soluzioni per la mobilità, la navigazione, la pianificazione e l’interazione dei movimenti per autonomous system e per l’integrazione e il potenziamento dei sistemi esistenti.

I requisiti minimi di ogni proposta è che siano soluzioni software con un Minimum Viable Product (MVP) funzionante, o hardware con una traction consolidata nei due ambiti di interesse, che utilizzino in particolare tecnologie quali Cloud, 5G e Artificial Intelligence (AI). Le start up selezionate parteciperanno al programma di accelerazione di cinque mesi negli spazi Business Innovation Factory presso l’Hub di LVenture Group, uno dei principali poli di innovazione a livello europeo. A seguire, ci sarà la possibilità di accedere ad investimenti e di sviluppare Proof of Concept (PoC) con le diverse business unit di Leonardo. Dunque un pacchetto che tocca ogni area di business, dall’idea fino alla sua realizzazione secondo un business plan sostenibile.

Leonardo è anche presente in questi giorni al Padiglione Italia di Expo 2020 di Dubai dove ha organizzato “The Flying Society”, l’evento con il quale la multinazionale italiana dell’aerospazio ha voluto fornire il proprio scenario su come sarà vissuto – ed in parte lo è già – il volo attraverso la narrazione di chi conosce bene questa magia, talvolta facendone un simbolo di emancipazione e progresso. Tra gli interventi salienti quelli di Sheikha Mozah Al Maktou, primo membro della famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti a volare come pilota commerciale della compagnia di bandiera Emirates Airlines e prima donna a ricevere i gradi di First Lieutenant Piot presso la Dubai Police. “Avevo solo 12 anni quando ho provato l’ebrezza del volo: è stato un incontro casuale e un amore a prima vista”.

Al brainstorming organizzato da Leonardo erano presenti anche il direttore generale Valerio Cioffi, Nicoletta Iacobacci, Global Technologies and Ethics advisor, il generale Luigi Casali, Capo di Stato Maggiore del Comando Scuole Aeronautica Militare, e Roberto Garavaglia, Svp Strategy and Innovation di Leonardo per il settore elicotteristico. “Credo che i tre temi chiave di questo Expo ovvero Opportunità, Sostenibilità e Mobilità racchiudano perfettamente le promesse e le sfide dell’aviazione che vogliamo approfondire nell’evento di oggi. Leonardo e l’Italia – ha osservato Cioffi – hanno fatto parte della storia del volo sin dal suo inizio, con l’obiettivo, nei decenni, di mantenere il vantaggio tecnologico acquisito e riconosciuto. Abbiamo pertanto l’ambizione di rimanere leader anche in questa nuova era dell’aviazione”.

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