L'IMPREVISTO

Sentinel-1B fuori uso, Copernicus perde uno dei suoi satelliti

I tecnici non sono riusciti a risolvere il guasto all’antenna radar ad apertura sintetica che si è verificato lo scorso 23 dicembre. La continuità operativa del sistema è garantita dal gemello 1A, ma ora bisogna affrettare il lancio dell’1C al secondo quarto del 2023

05 Ago 2022

Nicola Desiderio

Copernicus Sentinel-1

Il satellite Copernicus Sentinel-1B è perso. Lo hanno confermato l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e la Commissione Europea annunciando la fine del servizio anticipata per una della due unità del sistema di osservazione europeo dovuta ad un’anomalia verificatasi il 23 dicembre e che, dopo diversi tentativi, è risultata impossibile da risolvere.

Il problema è l’alimentazione del radar

Il problema ha riguardato il bus regolato 28V del satellite che provvede all’alimentazione dell’antenna radar a banda sintetica a banda C, essenziale affinché il satellite stesso possa raccogliere dati e assicurare il proprio corretto funzionamento. Inutili dunque sono risultati tutti i tentativi da parte di operatori e ingegneri per cercare di rimettere in sesto il satellite costruito da Thales Alenia Space con il contributo della Airbus Defence and Space in Germania per il radar, lanciato il 5 aprile del 2016 con un razzo Soyuz dalla base di Kourou, nella Guyana francese.

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La sostituzione sarà affrettata

Sentinel-1B avrebbe dovuto avere una durata minima di 7 anni e l’affiancamento con un’altra unità era già previsto, anche se con tempi più distesi. Il lancio del Sentinel-1C dovrà essere dunque affrettato, ma la buona notizia è che ora l’Europa non deve più chiedere alla Russia uno dei suoi vettori Soyuz, cosa che, stante la situazione diplomatica e geopolitica attuale, sarebbe stata impossibile. Per fortuna, nel frattempo è stato sviluppato il razzo Vega-C e l’obiettivo è mettere in grado il Sentinel-1Cdi essere in orbita entro il primo semestre del 2023.

Continuità operativa

Nel frattempo il sistema Copernicus continuerà a funzionare grazie al satellite gemello Sentinel-1A che, nonostante abbia un’anzianità maggiore (lanciato il 3 aprile 2014), funziona perfettamente, e quello dei partner commerciale del Copernicus Contributing Mission così che tutti i servizi di osservazione, resi possibili grazie al programma Copernicus, non subiranno menomazioni significative o interruzioni. Bisognerà invece preparare ora il deorbitamento della 1B, aspetto che, visto il crescente affollamento dello spazio, riveste un’importanza sempre maggiore nei confronti dell’opinione pubblica.

Il Sentinel-1C pronto per Q2 2023

Per questo il direttore ad interim per lo spazio della Commissione Europea, Paraskevi Papantoniou, commentando la perdita operativa ha affermato che “i preparativi per il deorbitamento del satellite Sentinel-1B sono un esempio del nostro impegno congiunto, per l’Unione Europea e per l’Esa, verso uno spazio pulito e responsabile, utilizzando le capacità di sorveglianza e localizzazione dello spazio da parte dell’Ue”. Guarda ovviamente al bicchiere mezzo pieno anche Simonetta Cheli: “Il Sentinel-1A rimane in orbita in ottima salute – ha affermato il direttore per i Programmi di Osservazione della Terra dell’Esa – continuando a fornire immagini radar di alta qualità per una moltitudine di applicazioni. Siamo ora concentrati nel velocizzare il lancio del Sentinel-1C. Ora, grazie al lancio inaugurale del razzo Vega-C del 13 luglio, con Arianspace puntiamo al lancio nel secondo quarto del 2023″.

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