LA STRATEGIA

Sostenibilità, Airbus si allea con ArianeGroup e Neste per i carburanti green

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Via agli accordi per accelerare l’adozione del sustainable aviation fuel. E l’azienda guarda anche all’idrogeno e all’elettrificazione, collaborando con HyPort e Renault. Si punta a decarbonizzare aerei ed elicattori

Pubblicato il 01 Dic 2022

Nicola Desiderio

ZEROe Airbus

Airbus è protesa verso la sostenibilità attraverso una serie di accordi firmati in occasione dell’annuale Summit che si sta svolgendo a Tolosa, sede della grande società aerospaziale europea, in una due giorni che si chiude oggi.

Con Neste per i Saf

Il primo di questi accordi è con Neste, leader mondiale per i biocarburanti, attraverso una lettera di intenti che ha per oggetto la promozione congiunta della produzione e l’adozione del Sustainable Aviation Fuel (Saf), una delle soluzioni chiave per contribuire alla decarbonizzazione dell’aviazione civile. Airbus e Neste si concentreranno in particolare sulle tecnologie di produzione del Saf e su quelle che possono permettere ai motori di utilizzarlo al 100% come carburante.

Obiettivo: motori con Saf al 100%

Si tratta della seconda collaborazione tra Airbus e Neste dopo “Emission and Climate Impact of Alternative Fuels” (Eclif3), il progetto esplorativo che riguarda anch’esso il Saf e condotto insieme al Dlr. L’obiettivo della nuova collaborazione è risolvere tutti gli aspetti tecnici che consentono sia di certificare i motori 100% Saf sia di stabilire accordi commerciali con tutte le compagnie aeree e i soggetti interessati.

Il primo impianto a Tolosa

Il secondo accordo lega a ArianeGroup per la costruzione del primo impianto di rifornimento di idrogeno liquido all’aeroporto di Tolosa Blagnac da rendere operativo entro il 2025. Tale impianto servirà per gli ZEROe, gli aerei di nuova generazione che saranno pronti nel 2035 e avranno motori ibridi, ovvero con un parte elettrica e una parte a turbina alimentata proprio ad idrogeno liquido.

L’idrogeno per i velivoli ZEROe

ArianeGroup si incaricherà di progettare, produrre e supportare le operazioni del sistema di rifornimento di idrogeno liquido necessario al dimostratore ZEROe di Airbus per la sua campagna di test a terra e in volo, che dovrebbe iniziare 10 anni prima di diventare operativo. Il gruppo francese sfrutterà le conoscenze accumulate con la consociata Ariane da 40 anni utilizza idrogeno liquido per i propri missili.

Per fuel cell e turbine

A questo proposito, Airbus ha anche presentato anche un altro tipo di motore che equipaggerà i ZEROe, un elettrico alimentato dall’energia elettrica prodotta attraverso fuel cell, che è già in via di sperimentazione su un A380 modificato e denominato Msn1. In questo caso l’idrogeno non viene usato come combustibile da bruciare nelle turbine, ma come vettore energetico.

L’idrogeno anche per l’handling

Airbus ha anche firmato un accordo con HyPort, joint-venture tra Engie Solutions e l’Agenzia Regionale per l’Energia e il Clima dell’Occitania per lo sviluppo di stazioni di produzione e distribuzione di idrogeno a basse emissioni all’interno di un aeroporto. Il primo ad averlo darà quello di Tolosa che è stato già completato e tra poco inizierà i primi test. Produrrà 400 kg di idrogeno al giorno alimentando 50 veicoli da trasporto a terra.

Con Renault per le batterie

Altro accordo presentato in questi due giorni è quello con Renault per lo sviluppo delle batterie, campo nel quale ha un’esperienza di una dozzina di anni e circa mezzo milione di auto elettriche prodotte. L’obiettivo è mettere a fattore comune le proprie conoscenze per sviluppare batterie sempre più capienti, potenti e leggere partendo da quelle con celle agli ioni di litio fino a quella allo stato solido che promettono di raddoppiare la densità di energia.

DisruptiveLab, l’elicottero ibrido

Airbus ha anche presentato il DisruptiveLab, prototipo di elicottero su base H130 che utilizza un sistema di propulsione ibrido in parallelo che, oltre a sfruttare la parte elettrica per avere più potenza e ridurre i consumi e le emissioni del 50%, è capace anche di ricaricare la batteria. La fusoliera ha un’aerodinamica avanzata e impiega alluminio e materiali compositi per ridurre il peso. Anche le pale sono integrate nel rotore per aumentare l’efficienza e ridurre la rumorosità.

Per decarbonizzare l’aviazione

Secondo la Deloitte, l’aviazione civile è responsabile del 2-3% di tutte le emissioni di CO2 mondiali, ma ha il potenziale per ridurle dell’85% entro il 2050 proprio attraverso il Saf (45%), l’elettrificazione (18%) e l’idrogeno (5%), mentre la progettazione conta per l’8%, le infrastrutture per il 3% e il 6% è dovuto invece alla gestione del traffico aereo, fattore dove la stessa tecnologia aerospaziale e satellitare possono fornire contributi decisivi.

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