IL REPORT MCKINSEY

Spazio, nuovo Eldorado per le imprese: meno costi, più guadagni

In aumento gli investimenti dei privati che si affiancano a quelli di Governi e agenzie pubbliche. In “orbita” un potenziale immenso per numerose industry

02 Gen 2023

Paolo Marelli

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Lo Spazio non è più un dominio esclusivo di governi, agenzie aerospaziali e Difesa. È questo il punto di partenza messo nero su bianco dal report sull’industria spaziale firmato da McKinsey (SCARICA QUI IL REPORT). Secondo la multinazionale di consulenza strategica americana, per le aziende private che vogliono emergere questo è il momento propizio per “ottenere il vantaggio della prima mossa” in un settore strategico e dagli ampi margini di crescita. 

Primo, perché i recenti progressi tecnologici hanno reso molto più facile e meno costoso avventurarsi nello Spazio e condurre missioni. Secondo, perché hanno aperto le porte a nuove start-up e incoraggiato le aziende aerospaziali consolidate a esplorare nuove opportunità che un tempo sembravano troppo costose o difficili. Terzo, perché i miglioramenti tecnologici hanno anche incuriosito gli investitori, dando luogo a un’impennata dei finanziamenti spaziali negli ultimi cinque anni.

Un potenziale immenso

Il potenziale di applicazioni spaziali innovative è immenso, soprattutto se le aziende aerospaziali consolidate stringono partnership con imprese che tradizionalmente non si avventurano in orbita. Qualche esempio? Per McKinsey, le aziende farmaceutiche potrebbero creare un laboratorio su una stazione spaziale per studiare la crescita delle cellule, oppure le aziende di semiconduttori potrebbero produrre chip in fabbriche extraterrestri per determinare se gli aspetti dell’ambiente spaziale, come la mancanza di gravità, migliorino il processo. Queste possibilità, che fino a qualche anno fa potevano sembrare fantascienza, nel prossimo futuro potrebbero diventare una parte essenziale di un’attività in diversi settori.

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Scenari futuri

Secondo la Space Foundation, organizzazione no-profit, l’economia spaziale è stata valutata a 469 miliardi di dollari nel 2021, con un aumento del 9% rispetto al 2020, la crescita più alta registrata dal 2014. Sebbene l’economia spaziale generi oggi la maggior parte del valore abilitando o migliorando le attività sulla Terra, un valore significativo in futuro potrebbe derivare da funzioni che si svolgono interamente in orbita, come l’assistenza in orbita, la ricerca e lo sviluppo e la produzione.

Più lanci, meno costi

I costi dei lanci pesanti in orbita terrestre bassa (Leo) sono scesi da 65 mila dollari al chilogrammo a 1.500 dollari al chilogrammo, con una riduzione di oltre il 95%. Il design computerizzato, la stampa 3-D e altre innovazioni – spiegano ancora da McKinsey – hanno contribuito alla riduzione dei costi snellendo il processo di produzione e migliorando le catene di approvvigionamento. Anche l’emergere di nuovi fornitori di servizi di lancio commerciali che danno priorità all’efficienza sta contribuendo. Per esempio, gli ingegneri di queste aziende hanno sviluppato componenti riutilizzabili per i veicoli di lancio, che riducono i costi e promuovono la sostenibilità. Il recente aumento della frequenza di lancio, in particolare da parte di SpaceX, sta accelerando il calo dei costi.

Satelliti più piccoli, guadagni maggiori

Negli ultimi anni, le dimensioni e il peso dei satelliti sono diminuiti in modo significativo grazie a vari progressi, principalmente guidati da aziende private, come l’uso di pannelli solari più leggeri e di batterie più efficienti. Questi cambiamenti, combinati con un maggiore uso di componenti commerciali, hanno ridotto i costi dei satelliti e reso il loro lancio e funzionamento fattibile per molte più organizzazioni. L’aumento della domanda di satelliti sta anche migliorando i costi, perché i produttori ottengono economie di scala aumentando il volume di produzione. La riduzione dei costi ha contribuito a modificare il panorama spaziale. I grandi satelliti governativi, alcuni dei quali costano fino a 1 miliardo di dollari e tendono a essere dislocati in orbite lontane dalla Terra, sono ora superati da piccoli satelliti commerciali in orbita Leo, che possono costare 100.000 dollari o meno.

Maggiori investimenti, più innovazione

Le agenzie pubbliche, in particolare la Nasa e il Dipartimento della Difesa e la Comunità di intelligence degli Stati Uniti, hanno tradizionalmente fornito la maggior parte degli investimenti spaziali. Anche se queste Agenzie continueranno a essere una delle principali fonti di finanziamento, la combinazione di costi più bassi e tecnologie più sofisticate sta attirando un numero maggiore di investimenti sia da parte di società di acquisizione a scopo speciale (Spac) sia da parte di investitori privati, una tendenza che sta spingendo l’innovazione.

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