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5G e interferenze aeree: negli Usa continua il braccio di ferro

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La Federal Aviation Administration invia una lettera alla Federal Communication Commission e chiede il rinvio dell’uso della banda C da parte degli operatori più piccoli. “La sicurezza dell’aviazione sarebbe compromessa senza limiti all’uso delle frequenze”

Pubblicato il 02 Nov 2022

Nicola Desiderio

C’è il rischio concreto che il 5G in banda C possa creare interferenze con i sistemi altimetrici in dotazione dell’aviazione civile con conseguenze per la sicurezza dei voli di linea. Per questo la Federal Aviation Administration (Faa) vuole che la Federal Communications Commission (Fcc) ritardi l’implementazione del nuovo standard di telefonia mobile da parte degli operatori più piccoli.

La lettera dell’amministratore di Faa

La richiesta è opera dell’amministratore della Faa, Billy Nolen, con una lettera alla National Telecommunications and Information Administration (Ntia), inviata per conoscenza anche alla presidente dell’autorità di regolazione delle telecomunicazioni. La missiva ne cita un’altra già inviata venerdì scorso, ma con l’ultima parla chiaramente e pubblicamente chiedendo al governo di Washington di imporre per legge limiti operativi addizionali sul 5G in banda C.

La minaccia di Nolen

Nolen cita quanto già fatto da AT&T e Verizon su base volontaria all’inizio dell’anno e rivela che il problema ha portato all’interruzione dei servizi di assistenza, cruciali in caso di condizioni meteorologiche avverse, in alcuni aeroporti statunitensi. L’amministratore afferma che, se non si adotteranno misure, “la Faa sarebbe costretta ad avviare immediatamente passi per assicurare la sicurezza del trasporto pubblico, con l’aumento della probabilità di disservizi per il volo in tutti gli Stati Uniti”.

AT&T e Verizon hanno capito. E gli altri?

Un problema potenziale evidentemente noto se è vero che in giugno AT&T e Verizon hanno ritardato alcuni utilizzi del 5G dopo i problemi riscontrati per l’aviazione. Tale rinuncia durerà fino a luglio 2023 per dare il modo di prendere le adeguate contromisure sui velivoli in servizio alle compagnie. Quest’ultime, per bocca dei rispettivi ceo, avevano segnalato il pericolo di una crisi “catastrofica” per l’aviazione civile statunitense già il 17 gennaio.

Adattamento tecnico, dubbi sull’efficacia

Nonostante lo sforzo tecnico ed economico per adattare i sistemi di comunicazione dei velivoli, le società produttrici degli altimetri hanno dati per sostenere che tali misure potrebbero risultare insufficienti contro le interferenze. D’accordo allora con la Faa, hanno avviato una suddivisione dell’intera flotta di aerei di linea battente bandiera statunitense in base alla sensibilità e alla tolleranza rispetto alle interferenze in modo da razionalizzare la disponibilità dei velivoli al servizio.

Conflitto di competenze

La lettera di Nolen ha il potenziale per far deflagrare un conflitto tra le competenze delle varie agenzie governative e di regolazione coinvolte nel caso non venisse trovato un accordo costringendo la Faa, come anticipato nella lettera, ad agire d’imperio. O almeno a tentare di farlo. Fatto sta che AT&T e Verizon stanno pianificando un ritorno alla normalità dopo l’istallazione di oltre 50mila antenne e la Faa sa bene di non poter agire direttamente sugli altri 19 operatori in 5G degli Usa.

Decisione comune nell’interesse di tutti

La missiva di Nolen ha dunque la funzione di segnalare la questione e di avviare una “moral suasion” sulle interferenze in grado di avviare un processo che coinvolge tutti i detentori di licenza 5G facendo convergere in modo forte e convinto la Fcc e la Ntia su un problema che, oltre a implicazioni dirette sulla sicurezza, ha il potenziale di rallentare o bloccare il traffico aereo nel momento in cui è in rapida ripresa, con conseguenze economiche ed organizzative che è facile immaginare.

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