IL PROGETTO

D-Orbit, accordo con Esa per migliorare i processi produttivi e le prestazioni di Ion

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L’Agenzia spaziale europea ha accordato all’azienda un finanziamento di quasi 2 milioni di euro nell’ambito del programma Boost, per rendere più efficiente la produzione e aumentare le capacità di manovra del proprio veicolo di trasferimento orbitale

Pubblicato il 10 Giu 2022

Nicola Desiderio

D-Orbit ha firmato con l’Esa un contratto da quasi 2 milioni di euro per sviluppare un sistema di produzione, improntato ai principi di lean manufacturing e di test, che consentirà di aumentare le prestazioni e la reattività del proprio veicolo di trasferimento orbitale Ion Satellite Carrier riducendone i costi allo stesso tempo.

All’interno del quadro di Boost

L’iniziativa dell’Esa rientra in Boost – Commercial Space Transportation Services and Support to Member States, il programma dell’Agenzia per i servizi di trasporto spaziale commerciale e supporto agli stati membri, e la somma di 1.950.343 euro corrisponde all’80% del budget totale previsto che consentirà a D-Orbit di portare a compimento quanto di propria competenza. Grazie a questa iniezione di denaro, saranno raggiunti miglioramenti industriali e produttivi e saranno rivisti i sottosistemi, inclusi quelli coinvolti nelle operazioni di manovra orbitale. In questo modo Ion migliorerà le prestazioni che ha già mostrato di avere nel corso di sei missioni di trasporto orbitale da settembre 2020. La metà di queste si sono svolte nei primi mesi del 2022 e altre tre saranno effettuate entro la fine dell’anno con il programma (scevro da ogni scaramanzia) di arrivare a 13 missioni in totale per Ion entro il 2023. La riunione di avvio del progetto si è svolta il 5 maggio e la durata prevista è di 12 mesi.

C’è sempre una seconda volta

Non è la prima volta che D-Orbit è coinvolta all’interno di Boost. Già nel giugno del 2021 l’azienda di Fino Mornasco (CO) aveva firmato un altro contratto per il coordinamento della logistica e la standardizzazione dei processi tra i diversi porti spaziali europei e il lanciatori, con l’obiettivo di fornire un quadro unificato simile a quello dell’industria aeronautica. Boost è infatti un programma dell’Esa che mira a promuovere iniziative di trasporto spaziale commerciale come spazioporti, strutture per effettuare test di prova e servizi associati in modo da sviluppare capacità di lancio reattivo per satelliti più piccoli tramite microlanciatori (piccoli razzi progettati per lanciare satelliti in orbita terrestre bassa). Queste infrastrutture permetteranno agli operatori satellitari di avere maggiori opportunità di lancio con veicoli che possono essere integrati rapidamente con altri payload e a prezzi competitivi. A questo scopo, Boost fornisce finanziamenti per lo sviluppo pre-commerciale di servizi innovativi europei di trasporto spaziale che includono opportunità di lancio, servizi di trasporto orbitali e capacità di rientro dallo spazio.

In linea con le strategie aziendali

Siamo entusiasti di questa opportunità di espandere la nostra attuale collaborazione con l’Esa. Il programma Boost, che è perfettamente in linea con il nostro obiettivo di costruire un’infrastruttura logistica spaziale, è una dimostrazione dell’attenzione dell’Esa verso obiettivi strategici che distingueranno e faranno progredire l’industria spaziale europea in settori chiave come il trasporto spaziale” ha commentato Stefano Antonetti, vice president Business Development di D-Orbit che intanto continua a prepararsi all’operazione che, entro tre mesi, dovrebbe portarla all’aggregazione con Breeze Holdings e alla collocazione in borsa.

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