OSSERVAZIONE DELLA TERRA

GeoXO, via libera alla costellazione meteo da 20 miliardi

Il servizio aeronautico americano Noaa ha ricevuto dal Department of Commerce l’approvazione per il nuovo sistema satellitare che sarà operativo dal 2032 per 20 anni

12 Gen 2023

Nicola Desiderio

GeoXO

Via libera al Geostazionary Extended Observations (GeoXO), il programma da 19,6 miliardi di dollari del National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), ovvero il sistema meteorologico statunitense, per il monitoraggio satellitare del tempo atmosferico, del clima e delle minacce ambientali che sarà operativo dal 2032 in sostituzione dell’attuale Goes-R (Geostationary Operational Environmental Satellites della serie R) entrato in servizio nel 2016.

Dal 2032 per 20 anni

L’approvazione è arrivata in realtà dal Department of Commerce lo scorso dicembre, ma la notizia è trapelata solo due giorni fa nel corso dell’incontro annuale dell’American Meteorological Society con l’intervento di Pam Sullivan, direttrice del programma GeoXO così come del Goes-R. Il sistema, disegnato per durare 20 anni, sarà composto da tre satelliti operativi – uno per la parte Est degli Usa, uno per l’Ovest e uno per la parte centrale – al posto dei due del Goes-R.

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Tre satelliti in posizione

Il programma prevede che ognuna delle unità operative sia sostituita e dunque i satelliti che saranno costruiti saranno in tutto sei, un passo avanti notevole rispetto a quelli del sistema Goes che dall’inizio ha visto l’alternarsi di ben 18 satelliti costruiti dalla Lockheed Martin, l’ultimo dei quali lanciato lo scorso marzo anche se il programma prevede lanci ulteriori almeno fino al 2024.

Nasa già al lavoro

Dei nuovi satelliti del GeoXO si sta occupando la Nasa che ha già avviato gli studi di fattibilità sin dal 2021 assegnandoli a quattro consorzi distinti: Lockheed Martin con Maxar, Ball Aerospace con Raytheon, Ball Aerospace con L3Harris e Raytheon con L3Harris. È dunque assai probabile che il/i contraente/i uscirà/usciranno da questa rosa di nomi con i quali l’agenzia spaziale sta valutando tutte le soluzioni necessarie al programma.

L’ipotesi Leo scartata

All’inizio era stato anche ipotizzato di utilizzare un numero di satelliti maggiore, ma di dimensioni più compatte specializzandone la funzione in base alla strumentazione montata a bordo, e di posizionarli in orbita bassa a grappoli su determinate posizioni. Alla fine si è optato invece su tre grandi satelliti che saranno ancora in orbita geostazionaria ed equipaggiati comunque in modo differenziato di tutte le nuove e sofisticate strumentazioni.

Anticipare per prevenire

Se infatti il Goes-R si ferma alla raccolta di immagini negli spettri infrarosso e visibile e alla capacità di mappare l’atmosfera, il nuovo sistema GeoXO sarà capace di prendere immagini anche di notte e avrà sensori iperspettrali consentendo di formulare modelli atmosferici più complessi e anticipare le previsioni meteo così da anticiparne le possibili conseguenze e consentire una migliore prevenzione per il territorio.

Controllo criticità più esteso

Il GeoXO permetterà di monitorare meglio le masse oceaniche, analizzandole cromaticamente, e sarà in grado anche di rilevare e tenere sotto osservazione gli incendi, i fumi, le polveri, le ceneri vulcaniche, le zone di siccità e quelle che sono a rischio di esondazione così da permettere ai decisori azioni pronte, a favore della sicurezza delle popolazione e a tutela del territorio.

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