IL PROGRAMMA

Ksat pronta ad investire su una rete di comunicazioni lunari

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L’azienda norvegese vuole sfruttare la propria esperienza per costruire un network capace di garantire un “dialogo” costante tra la Terra e i componenti delle missioni che torneranno sulla Luna

Pubblicato il 18 Mar 2022

Nicola Desiderio

Ksat investirà in una rete di antenne terrestri per un servizio di telecomunicazioni lunari utilizzabili dalle prossime missioni che puntano a riportare l’uomo sul nostro satellite naturale. L’azienda con sede a Tromsø, in Norvegia, ha già messo le basi con un team dedicato che fa leva su tutte le competenze tecnologiche accumulate in oltre 50 anni di storia e che saranno sfruttate per programmi come LunIR e la Moonlight Initiative di Esa all’interno del consorzio incaricato e capeggiato dalla Sstl (Surrey Satellite Technology Ltd). Vengono dunque gettate le basi per un sistema di telecomunicazioni integrato tra la Terra e la Luna.

Il processo di sviluppo è già partito con la scelta sia dei fornitori per i componenti delle antenne, che dovrebbero avere un’altezza di circa 20 metri (rispetto ai 3 metri di quelle dedicate alle reti satellitare a bassa orbita), sia delle ubicazioni. Dialoghi preliminari sono stati già avviati con alcune nazioni. L’obiettivo è assicurare una comunicazione costante tra le Terra e le missioni lunari in ogni singolo segmento del loro svolgimento: lancio, operazioni preliminari alla fase orbitale (leop), transito, inserimento nell’orbita lunare o di Lagrange, allunaggio, fase operativa, ritorno verso la Terra e rientro nell’atmosfera.

Oltre ai luoghi di installazione delle antenne, l’azienda norvegese sta studiando come offrire ai clienti un collegamento stabile attraverso un canale unico e, allo stesso tempo, integrare la nuova rete con le infrastrutture attuali, anche attraverso rapporti di partnership. A Tromsø tuttavia sembrano avere le idee chiare, frutto di un lavoro di esplorazione con i clienti potenziali che ha portato ad un elevato livello di definizione le caratteristiche che la nuova rete dovrà avere. Il concetto è sintetizzato dal vice presidente esecutivo di Ksat, Arnulf Kjeldsen: “C’è bisogno che la rete sia distribuita su differenti longitudini, assicurando la visibilità continua verso la Luna mentre la Terra gira”.

“Vediamo l’emergere di mercati lunari e cislunari come aree dove l’esperienza di Ksat può essere utilizzata per stabilire una stazione di terra integrata ed efficiente nei costi capace di offrire servizi che vanno oltre la bassa orbita e attraverso le prime orbite. Le telecomunicazioni lunari sono un prossimo passo naturale per noi. Per andare incontro alla domanda crescente quando le missioni lunari saranno lanciate, per esempio attraverso il programma Artemis e i servizi commerciali di trasporto lunare della Nasa, stiamo espandendo continuamente la nostra rete e investiremo in quella dedicata per essere in grado di supporta tale crescita”.

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