IL PROGETTO

Boeing, la navicella Cst-100 aggancia la Stazione spaziale internazionale

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Dopo due tentativi andati a vuoto, portata a termine la sua prima missione di prova. A bordo generi alimentari, attrezzatura e un manichino battezzato come un’icona della Seconda Guerra Mondiale. Il primo volo con equipaggio entro l’anno o l’inizio del prossimo

Pubblicato il 23 Mag 2022

Nicola Desiderio

La CST-100 Starliner di Boeing ce l’ha fatta e, dopo il lancio avvenuto alle ore 18:54 di venerdì 20 maggio di Cape Canaveral con un razzo Atlas V della United Launch Alliance, ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale attraccando al modulo Harmony alle 20:28 portando con sé 225 kg tra generi alimentari e attrezzature inviati dalla Nasa e 130 kg della Boeing tra cui un manichino di prova soprannominato Rosie the Riveter, come l’operaia che appariva sui manifesti di propaganda statunitensi durante la Seconda Guerra Mondiale esaltando il ruolo delle donne che rimanevano in patria per fabbricare le armi mentre gli uomini erano al fronte a combattere.

Buona la terza

La CST-100 è riuscita dunque a completare il suo primo volo di prova dopo due tentativi andati a vuoto: il primo nel dicembre del 2019 a causa di problemi con il software che hanno portato la navicella fuori orbita e ad un passo dalla distruzione, il secondo nel luglio 2021 per avarie alle valvole del sistema di propulsione realizzate dalla Aerojet Rocketdyne e oggetto di polemica anche alla vigilia del lancio. Tali ritardi sono costati alla Boeing 595 milioni di dollari di penali e l’onta di vedersi superata – e in parte sostituita – da SpaceX con la sua Crew Dragon, l’altra navicella nata all’interno dello stesso programma Starliner della Nasa, concepito per fornire un sistema di trasporto alternativo a quello fornito dalle Soyuz russe dopo la fine del programma Space Shuttle nel 2011, l’ultimo sistema di trasporto spaziale umano a stelle e strisce. Tale esigenza è diventata ovviamente ancora più impellente viste le intenzioni di Mosca di disimpegnarsi dall’Iss dopo il 2024 e la situazione geopolitica creatasi sulla Terra dopo il 24 febbraio scorso.

Starliner con equipaggio entro l’anno

Il prossimo passo per la CST-100 sarà il primo volo con a bordo astronauti. Le previsioni parlano della fine del 2022 o dell’inizio dell’anno successivo con a bordo tre uomini la cui identità è ancora da decidere anche perché quelli originariamente designati dalla Nasa, visti i ritardi, nel frattempo sono stati assegnati ad altri programmi. Una volta omologata, la navicella della Boeing sarà in grado di trasportare presso e dalla Iss fino a quattro astronauti. “L’attracco perfettamente riuscito dal nostro Starliner è un altro importante passo che dimostra la sua capacità di inviare astronauti in orbita in modo sicuro e affidabile” ha dischiarato Ted Colbert, ceo e presidente della Boeing Defense, Space & Security. La Nasa però vuole le massime garanzie. «Non abbiamo intenzione di far volare equipaggi se non ci rendiamo conto di aver ridotto il rischio» ha dichiarato Kathy Lueders, space operations chief dell’agenzia spaziale che ha collaborato intensamente con la Boeing per identificare i problemi tecnici al suo sistema di propulsione e trovare soluzioni. La CST-100 intanto rimarrà ancorata alla stazione per circa una settimana e atterrerà nel deserto del New Mexico per tutte le verifiche del caso.

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